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FBM tutti i comunicati

Il siciliano Salvatore Castano miglior sommelier della birra

By FBM tutti i comunicati

IL PREMIO DI FONDAZIONE BIRRA MORETTI AI CAMPIONATI ITALIANI ASPI

Al concorso ASPI “Miglior Sommelier d’Italia 2019” Fondazione Birra Moretti ha premiato
Il 29enne Salvatore Castano per aver mostrato la conoscenza più approfondita della birra e dei suoi abbinamenti.
Pratolongo: “Sommelier ambasciatori della birra a tavola”

Birra protagonista della sfida del gusto e dell’assaggio indetto da ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana che ha decretato il Miglior Sommelier d’Italia 2019. Il “Premio Fondazione Birra Moretti per la valorizzazione della birra a tavola” è stato assegnato a Salvatore Castano, per aver mostrato la conoscenza più approfondita del mondo della birra e la capacità di servirla e abbinarla al meglio.

Salvatore Castano, 29 anni, di Giardini Naxos (Taormina), si è diplomato all’Istituto Alberghiero. Ha iniziato la carriera tra Firenze, Portofino e i Caraibi, poi il trasferimento a Londra come Commis Sommelier in uno dei ristoranti di Alain Ducasse, The Dorchester, dove è stato promosso Assistente Capo Sommelier. A seguire l’esperienza come Capo Sommelier al ristorante Mash a Londra, attualmente lavora al ristorante Annabel’s, nel cuore della capitale inglese.

PRATOLONGO, PRESIDENTE FONDAZIONE BIRRA MORETTI: SOMMELIER AMBASCIATORI DELLA BIRRA A TAVOLA
La partecipazione alla manifestazione organizzata da ASPI supporta l’obiettivo di Fondazione Birra Moretti, far conoscere e raccontare agli italiani tutte le sfumature della birra, la cultura del gusto e dell’abbinamento di questa bevanda millenaria, le sue uniche regole del servizio.
Alfredo Pratolongo, Presidente di Fondazione Birra Moretti: “La birra è uno degli elementi più distintivi dell’evoluzione della figura del sommelier. In passato questa bevanda è stata trascurata, ma oggi diversi sommelier hanno iniziato a creare percorsi dell’abbinamento nei quali le birre vengono proposte accanto al vino per valorizzare al meglio piatti e sapori innovativi o riscoprire specialità della nostra tradizione. Dietro alla somministrazione di una birra al bar o al ristorante c’è un professionista in grado di valorizzare il prodotto al massimo delle sue potenzialità, che sa raccontarlo al cliente, consigliarne gli abbinamenti, pianificare l’acquisto degli stock. In un momento in cui cresce la curiosità anche per le birre speciali, il sommelier è il tramite ideale per trasmettere la cultura della birra ai clienti, guidandoli verso scelte più informate e quindi migliori, nel segno di un consumo di birra legato alla qualità e al piacere della tavola.

DOXA: 7 ITALIANI SU 10 BEVONO BIRRE SPECIALI (MA NON RINUNCIANO ALLE LAGER)
La conferma di una crescente curiosità in Italia per questa bevanda arriva dalla ricerca “Gli Italiani e le birre speciali”, realizzata nel 2018 da DOXA per l’Osservatorio Birra. Secondo lo studio, ormai 7 italiani su 10 bevono birre speciali (ma solo 1 su 10 ha rinunciato alla classica chiara). Il 77% apprezza le sperimentazioni di nuovi ingredienti e sapori nelle birre speciali, mentre l’82% pensa che le birre – soprattutto a fronte dell’attuale varietà – si adattino perfettamente al cibo e alle ricette tipiche della dieta mediterranea. Una vera e propria rivoluzione epocale.

I CONSUMI FUORI CASA GENERANO I DUE TERZI DEL VALORE CONDIVISO DELLA BIRRA IN ITALIA
L’abbinamento birra-cibo è un gioco per il consumatore curioso, una sfida per i professionisti dell’assaggio e della degustazione. Ancora oggi ristoranti, trattorie, pizzerie, bar e gastro-pub gli italiani sono il luogo ideale per scoprire nuovi stili, abbinamenti gastronomici, carte delle birre sempre più fornite e a prezzi abbordabili. Conferma questa valutazione la ricerca “Birra, valore condiviso”, realizzata da Althesys Ricerche per la Fondazione Birra Moretti. In 2 anni, dal 2015 al 2017, il mondo che ruota attorno ai consumi fuori casa di birra è arrivato a rappresentare il 64% (2 anni prima era il 58,5%) del totale del valore condiviso della birra – ovvero il contributo della birra alla crescita della ricchezza e al benessere del nostro Paese – pari a 5.661 milioni di euro.

www.fondazionebirramoretti.it

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Fondazione Birra Moretti
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Matteo de Angelis – Tel. 334 6788708
m.deangelis@inc-comunicazione.it

Fondazione Birra Moretti
Presidente: Alfredo Pratolongo – @AAPratolongo
Coordinatore: Paolo Merlin

Generazione Birra: identikit dei 30-45enni al ristorante la ordinano spesso, mescolando competenza e curiosità – 2019

By FBM tutti i comunicati

7 RISTORANTI SU 10 IMPEGNATI A PROMUOVERE LA BIRRA

Una ricerca realizzata dalla Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Noi di Sala traccia l’identikit di chi
oggi preferisce la birra in abbinamento a piatti tradizionali e gourmet: cresce il gradimento per le birre speciali,
3 clienti su 4 chiedono che siano servite correttamente, ma sanno anche ascoltare i consigli del sommelier.
Per 6 Restaurant Manager su 10 la birra rappresenterà una parte sempre più importante dei propri ricavi da
qui ai prossimi 5 anni.

“Una birra, per favore!” Una ricerca di Fondazione Birra Moretti, realizzata in collaborazione con Noi di Sala, entra nei ristoranti per raccontare il rapporto degli italiani con la birra da un punto di vista inedito: quello del personale di sala, che ha rivelato come la ordinano, con cosa la abbinano, quanto ne sanno i nostri connazionali di una bevanda che sempre più viene abbinata con i piatti più tradizionali e con quelli gourmet. Scopriamo così che oggi a guidare la tendenza birra è una generazione, quella dei 30-45enni (rappresentano il 66% dei consumatori al ristorante), che beve birra in modo “diverso”, impensabile per i loro coetanei di 10 o 15 anni fa. Che magari la assaggiavano, seguendo una tendenza allora agli albori, ma difficilmente la sceglievano per abbinarla, ad esempio, come succede oggi, anche con un piatto a base di pesce…

La ricerca è stata realizzata grazie alla collaborazione tra Fondazione Birra Moretti, Fondazione di partecipazione costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa al fine di contribuire alla crescita della cultura della birra in Italia, e Noi di Sala, l’associazione che raggruppa i professionisti italiani di sala e cantina. Il progetto è entrato dietro le quinte di 100 ristoranti italiani (il 42% gourmet e stellati) per raccogliere il parere di sommelier, maître e camerieri, in pratica quanti hanno il contatto diretto con il cliente del ristorante, lo consigliano, ne accolgono le richieste, la figura ideale insomma per saggiare lo stato di salute della birra nel fuori casa.

Abbiamo voluto approfondire il trend della birra fuori casa con l’aiuto di chi accoglie e serve i clienti nei migliori ristoranti in Italia”, rivela Alfredo Pratolongo, Presidente di Fondazione Birra Moretti. Scoprendo tra l’altro che 8 Restaurant manager su 10 vogliono migliorare la conoscenza professionale della birra e ben l’85% afferma che, quando deve assumere nuovo personale, ha difficoltà a trovare persone formate e con le giuste competenze in tema di birra.

La prima sorpresa arriva dall’identikit di chi, al ristorante, ordina la birra. Ci si aspetterebbe che a farlo siano soprattutto i Millennials, invece il beer lover da ristorante, quello che la ordina e richiede più informazioni e approfondimenti sul prodotto, ha tra i 30 e i 45 anni. Il cliente tipo che chiede la birra continua a essere soprattutto uomo (70%), ma ormai anche 1 donna su 4 include l’ordine di un calice di birra insieme ai propri piatti preferiti, a dimostrazione che stanno lentamente venendo meno quei pregiudizi (la birra gonfia e ingrassa) che ne hanno a lungo frenato il gradimento presso il pubblico femminile.

La birra al ristorante non è un ripiego, ma una precisa scelta di gusto: interrogati sul tipo di birra che hanno servito di più negli ultimi 6 mesi, il personale di sala ha risposto che nel 31% dei casi sono state birre speciali, e cioè tutto l’universo di sapori, profumi, colori e ingredienti (dalle Ale alle Blanche, dalle Bock alle IPA e così via) che va oltre la classica birra chiara (che continua a essere richiesta dal 2 clienti su 3%, specie nei mesi estivi, da giugno a settembre).

L’estate è ancora la stagione in cui la voglia di birra, anche al ristorante, è più forte (65%), ma nel 30% circa dei casi il personale di sala certifica che questa bevanda viene servita ormai tutto l’anno e a tutto pasto, anche alternandola ad altre bevande come il vino. Anche per questo quasi 7 clienti su 10 chiedono (spesso, o qualche volta) se c’è anche una carta delle birre.

A proposito di cultura di prodotto, chi negli ultimi 6 mesi ha scelto la birra al ristorante è un consumatore informato o quantomeno curioso. 3 clienti su 4 (76%) chiedono che la birra sia servita con la giusta quantità di schiuma o alla giusta temperatura. Ci sono gli intenditori (37%) che sanno già cosa vogliono e ordinano in modo molto mirato, facendo riferimento agli stili birrari e/o direttamente a un marchio. Analoga la percentuale dei curiosi (58,5%) che pur non conoscendo stili e caratteristiche sono interessati ad approfondire e si lasciano consigliare dal personale.

BIRRA, ASSET STRATEGICO DELLA RISTORAZIONE ITALIANA
Tanti indizi delineano un trend. Già oggi il 46% degli intervistati afferma che una parte importante dei propri ricavi deriva dalla birra. E il 59% stima che da qui ai prossimi 5 anni la birra potrebbe avere un peso ancora superiore sui loro introiti futuri.
Conferma questa valutazione la ricerca “Birra, valore condiviso”, realizzata da Althesys Ricerche per la Fondazione Birra Moretti. In 2 anni, dal 2015 al 2017, il mondo che ruota attorno ai consumi fuori casa di birra è arrivato a rappresentare il 64% (2 anni prima era il 58,5%) del totale del valore condiviso della birra – ovvero il contributo della birra alla crescita della ricchezza e al benessere del nostro Paese – pari a 5.661 milioni di euro.

7 RISTORANTI ITALIANI SU 10 IMPEGNATI A PROMUOVERE LA BIRRA
Il ruolo del personale di sala è fondamentale per sostenere questo trend e consolidare la cultura della birra dei nostri connazionali. 6 maître e sommelier su 10 credono che, anche se è cresciuto il livello medio di conoscenza di questo prodotto, i clienti debbano ancora essere guidati nella scelta delle birre. E 7 su 10 ritengono di essersi impegnati (molto o abbastanza) per far conoscere e apprezzare maggiormente la birra nel proprio ristorante.
Tra le iniziative adottare dai ristoranti italiani per promuovere la cultura della birra, il 39% dei sommelier afferma che quando si serve una birra ne vengono sempre descritte le caratteristiche, il 22% ha ampliato la sua offerta di birre e il 15% cerca di proporla il più possibile ai clienti, senza pregiudizi o tabù. E infatti il 36% la propone, sempre o spesso, assieme al vino nello stesso pasto.
Fondamentale il servizio perfetto: il 47% presta particolarmente attenzione a servire la birra con la giusta quantità di schiuma, il 40% la propone nel bicchiere corretto e il 36% verifica sempre che sia portata al tavolo alla temperatura corretta per ogni stile birrario.

… MA 8 MANAGER SU 10 VOGLIONO MIGLIORARE LA CONOSCENZA PROFESSIONALE DI QUESTA BEVANDA
Un maître su 2 (51%) giudica buona o ottima la preparazione del suo personale di sala sul servizio della birra è buona o ottima, mentre il 31% sostiene che sia sufficiente. E il 17% ammette che è migliorabile. Il 77% dei ristoratori ritiene che il proprio personale di sala desideri ampliare la conoscenza della birra e del suo servizio. E l’85% afferma che quando deve assumere nuovo personale, è difficile trovare persone sufficientemente formate e con le giuste competenze in tema di birra e non solo.

www.fondazionebirramoretti.it

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Fondazione Birra Moretti
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Matteo de Angelis – Tel. 334 6788708
m.deangelis@inc-comunicazione.it

Fondazione Birra Moretti
Presidente: Alfredo Pratolongo – @AAPratolongo
Direttore: Paolo Merlin

Non solo pizza: d’estate boom di consumi di birra al ristorante

By FBM tutti i comunicati

LA TENDENZA? CONSUMARLA COME APERITIVO O CON GLI ANTIPASTI

Secondo uno studio di Fondazione Birra Moretti e Noi Di Sala, per 9 addetti ai lavori su 10 durante la bella
stagione si beve più birra rispetto a 10 anni fa. Se la birra chiara è la più richiesta dai clienti italiani e
stranieri, 1 consumatore su 4 sceglie invece il mondo più variegato delle birre speciali (dalle Ale alla Blanche,
dalle Bock alle IPA, e così via). Per 6 Restaurant Manager su 10, la birra rappresenterà una parte sempre più
importante dei propri ricavi da qui ai prossimi 5 anni.

La birra è la regina delle tavole estive, anche al ristorante. La conferma arriva da una ricerca realizzata da Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Noi di Sala, entrata nei ristoranti per spiegare il rapporto degli italiani con la birra dal punto di vista del personale di sala, che ha rivelato come la ordinano, con cosa l’abbinano, quanto nel sanno i nostri connazionali di una bevanda che sempre più viene abbinata con i piatti più tradizionali e con quelli gourmet. Scopriamo così che, anche se viene proposta esattamente come nel resto dell’anno, 2 camerieri e sommelier su 3 (65%) riscontrano che durante la bella stagione il consumo di birra nel loro locale è superiore rispetto al resto dell’anno. E tutti o quasi (92%) sono concordi sul fatto che oggi al ristorante d’estate si beve molta più birra rispetto a 10 anni fa.

La ricerca “L’estate della birra al ristorante” è stata realizzata grazie alla collaborazione tra Fondazione Birra Moretti, Fondazione di partecipazione costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa al fine di contribuire alla crescita della cultura della birra in Italia, e Noi di Sala, l’associazione che raggruppa i professionisti italiani di sala e cantina. Il progetto è entrato dietro le quinte di 100 ristoranti italiani (il 42% gourmet e stellati) per raccogliere il parere di sommelier, maître e camerieri, in pratica quanti hanno il contatto diretto con il cliente del ristorante, lo consigliano, ne accolgono le richieste, la figura ideale insomma per saggiare lo stato di salute della birra nel fuori casa.

La tipologia di birra più amata dell’estate nei ristoranti è quella chiara. Lager e Pils, le più leggere e beverine, sono le più servite (e consigliate dal personale di sala) da luglio a settembre nel 70% dei casi. Anche se il 30% dei clienti non rinuncia, neanche nei mesi più caldi, alle birre speciali, e cioè a tutto quell’universo di sapori, profumi, colori e ingredienti (dalle Ale alla Blanche, dalle Bock alle IPA, e così via) che sta sempre più caratterizzando le preferenze dei nostri connazionali.
Scopriamo che d’estate la birra in genere viene ordinata soprattutto come aperitivo, magari al posto delle bollicine, o assieme all’antipasto (56%). Mentre il 26% la sceglie in abbinamento ad alcune portate, alternandola ad altre bevande come ad esempio il vino o, addirittura, a tutto pasto (17%). E c’è anche un 3% che la gradisce a fine pasto, senza accompagnarla al cibo.
Sono gli antipasti di terra (17%) e quelli di mare (11%) i piatti più gettonati nel percorso del gusto con la birra. E rappresentano il nuovo che avanza dietro all’abbinamento estivo per eccellenza, quello con la pizza, un must per le serate in vacanza di 1 avventore su 2 (52%).

Un’altra sorpresa arriva dall’identikit di chi, d’estate, ordina birra al ristorante. Ci si aspetterebbe che a farlo siano soprattutto i Millennials, invece il beer lover da ristorante, quello che la ordina e richiede più informazioni sul prodotto, ha tra i 35 e i 45 anni… o più. Proprio la fascia d’età dal maggior potere d’acquisto e punta la birra invece di alternative più costose, a testimoniare quanto la birra in Italia sia ormai una scelta di gusto. Il cliente tipo che chiede la birra continua ad essere soprattutto uomo (70%), ma secondo il personale di sala uomini e donne la ordinano allo stesso modo (30%), segno che stanno venendo meno quei pregiudizi (la birra gonfia o ingrassa) che a lungo ne hanno frenato il gradimento presso il pubblico femminile.

In generale, 8 clienti su 10 chiedono se c’è una carta delle birre. Quasi 8 su 10 (76%) pretendono che la loro birra sia servita a regola d’arte, alla giusta temperatura e con la giusta quantità di schiuma. Per 1 intervistato su 3 i clienti chiedono informazioni su ingredienti e stili della loro birra.

BIRRA E TURISMO, D’ESTATE ARRIVANO DALL’EUROPA I CLIENTI STRANIERI CHE LA ORDINANO DI PIU’
Ma d’estate i tavoli dei ristoranti si riempiono anche di avventori stranieri, un asset sempre strategico per il bilancio di ristoranti, trattorie e pizzerie italiani. E i turisti in visita in Italia che si regalano una o più pasti fuori non hanno remore a provare abbinamenti tra la cucina mediterranea e la cosmopolita birra. Tra i clienti stranieri, quelli che consumano più birra d’estate al ristorante provengono soprattutto dall’Europa occidentale (52%) o da paesi extraeuropei (13%). Il 69% ordina soprattutto birre lager, ma 1 su 4 è incuriosito dalle speciali. Solo il 4% chiede birre del suo paese d’origine.

BIRRA, ASSET STRATEGICO DELLA RISTORAZIONE ITALIANA
Tanti indizi delineano un trend. Già oggi il 46% degli intervistati afferma che una parte importante dei propri ricavi deriva dalla birra. E il 59% stima che da qui ai prossimi 5 anni la birra potrebbe avere un peso ancora superiore sui loro introiti futuri.
Conferma questa valutazione la ricerca “Birra, valore condiviso”, realizzata da Althesys Ricerche per la Fondazione Birra Moretti. In 2 anni, dal 2015 al 2017, il mondo che ruota attorno ai consumi fuori casa di birra è arrivato a rappresentare il 64% (2 anni prima era il 58,5%) del totale del valore condiviso della birra – ovvero il contributo della birra alla crescita della ricchezza e al benessere del nostro Paese – pari a 5.661 milioni di euro.

7 RISTORANTI ITALIANI SU 10 IMPEGNATI A PROMUOVERE LA BIRRA
Il ruolo del personale di sala è fondamentale per sostenere questo trend e consolidare la cultura della birra dei nostri connazionali. 6 maître e sommelier su 10 credono che, anche se è cresciuto il livello medio di conoscenza di questo prodotto, i clienti debbano ancora essere guidati nella scelta delle birre. E 7 su 10 ritengono di essersi impegnati (molto o abbastanza) per far conoscere e apprezzare maggiormente la birra nel proprio ristorante.
Tra le iniziative adottare dai ristoranti italiani per promuovere la cultura della birra, il 39% dei sommelier afferma che quando si serve una birra ne vengono sempre descritte le caratteristiche, il 22% ha ampliato la sua offerta di birre e il 15% cerca di proporla il più possibile ai clienti, senza pregiudizi o tabù. E infatti il 36% la propone, sempre o spesso, assieme al vino nello stesso pasto.
Fondamentale il servizio perfetto: il 47% presta particolarmente attenzione a servire la birra con la giusta quantità di schiuma, il 40% la propone nel bicchiere corretto e il 36% verifica sempre che sia portata al tavolo alla temperatura corretta per ogni stile birrario.

… MA 8 MANAGER SU 10 VOGLIONO MIGLIORARE LA CONOSCENZA PROFESSIONALE DI QUESTA BEVANDA
Un maître su 2 (51%) giudica buona o ottima la preparazione del suo personale di sala sul servizio della birra è buona o ottima, mentre il 31% sostiene che sia sufficiente. E il 17% ammette che è migliorabile. Il 77% dei ristoratori ritiene che il proprio personale di sala desideri ampliare la conoscenza della birra e del suo servizio. E l’85% afferma che quando deve assumere nuovo personale, è difficile trovare persone sufficientemente formate e con le giuste competenze in tema di birra e non solo.

www.fondazionebirramoretti.it

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Fondazione Birra Moretti
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Matteo de Angelis – Tel. 334 6788708
m.deangelis@inc-comunicazione.it

Fondazione Birra Moretti
Presidente: Alfredo Pratolongo – @AAPratolongo
Direttore: Paolo Merlin

5^ Ricerca: Le (insospettabili) professioni della birra

By FBM tutti i comunicati, Osservatorio Birra

BIRRA: IN DUE ANNI 4.400 POSTI DI LAVORO IN PIÙ, 6 ASSUNZIONI AL GIORNO
ECCO COME TRASFORMARE LA PASSIONE PER LA BIRRA IN MESTIERE

+5% in 24 mesi gli addetti della industry. Una ricerca dell’Osservatorio Birra rivela che il settore della birra offre opportunità uniche all’imprenditorialità (più di 870 birrifici nel Paese) e sostiene l’economia familiare, offrendo 2,47 miliardi di euro di stipendi.
Lavorare nella birra, una promessa di stabilità (il 50% dei dipendenti ha più di 10 anni di anzianità) che piace ai giovani. Formazione, leva strategica per il successo, l’85% aziende filiera ne avverte il bisogno. In Italia ancora poche opportunità, ma arriva l’Università della Birra di HEINEKEN.

In un paese che stenta a garantire la creazione di nuovi posti di lavoro, l’industria della birra va in controtendenza: dal 2015 al 2017 gli occupati sono aumentati di 4.400 unità (+5%)(1). Più del doppio rispetto all’andamento medio nazionale (nello stesso arco di tempo, in Italia, l’occupazione è cresciuta, dati ISTAT, di circa il +2%). Ogni giorno, dunque, nel settore della birra trovano lavoro almeno 6 persone. Cultura di prodotto, formazione e specializzazione: ecco i segreti per trasformare la passione della birra in mestiere.

Una ricerca dell’Osservatorio Birra, diffusa in occasione dell’appuntamento HEINEKEN Incontra, offre un nuovo punto di vista sulla birra in Italia, scattando una fotografia “insospettabile” di un settore percepito come tradizionale ma in realtà profondamente dinamico e innovativo, che cresce e fa crescere professionalmente le sue persone, offrendo opportunità di fare impresa, nuovi posti di lavoro e stabilità professionale.

Lo studio “Le (insospettabili) professioni della birra” è stato realizzato da Althesys per conto della Fondazione Birra Moretti, Fondazione di partecipazione costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa al fine di contribuire alla crescita della cultura della birra in Italia. Il campione intervistato rappresenta quasi 7mila dipendenti di aziende distribuite lungo tutta la catena del valore: produttori di birra, operatori della fornitura di materie prime e di packaging, della logistica, della distribuzione all’ingrosso e al dettaglio e del mercato della ristorazione e bar, ad offrire una prospettiva unica e dall’interno di questo settore.

IL 50% DEI DIPENDENTI ASSUNTI DA PIÙ DI 10 ANNI NEL SETTORE

Il prima dato interessante che emerge nella sezione specifica dello studio che dà voce ai vari attori della filiera è che grazie alla solidità strutturale del comparto e a un trend di crescita costante negli ultimi anni il settore è sempre più attrattivo, soprattutto per i giovani, che riconoscono nella industry della birra un’opportunità professionale reale e concreta.
Una prima conferma arriva dall’anzianità dei dipendenti: in un mondo del lavoro fatto di carriere discontinue e di lavoro a tempo determinato, il 50% delle persone sono assunte da più di 10 anni. E un altro 33% è in azienda da almeno 5 anni. Inoltre, dei 3,49 miliardi di euro di valore aggiunto creato dal comparto, il 71% (2,47 miliardi di euro) viene destinato alla remunerazione lorda dei lavoratori, sostenendo così l’economia familiare.

QUALI COMPETENZE APRONO LE PORTE DELLA FILIERA DELLA BIRRA?

Se questa bevanda si fa con acqua, luppolo, lievito e cereali, si potrebbe pensare, e molti lo fanno, che la qualità sia alla portata di tutti. Ma la realtà è ben diversa. Interrogati su questo tema caldo, secondo i protagonisti della filiera per trovare lavoro nella birra bisogna, prima di tutto, conoscere bene il prodotto (18%) e la industry (5%). Molto richieste anche qualità manageriali (11%) – e da imprenditore (8%) – e di formazione del personale (14%), a conferma di un settore spesso giovane e dinamico, che ha visto nascere molte nuove imprese e modi di interpretazione la distribuzione e vendita del prodotto. Non a caso tra le altre parole d’ordine troviamo specializzazione (9%) e learning agility (8%).

LE (INSOSPETTABILI) FIGURE PROFESSIONALI PIÙ RICHIESTE DALLA FILIERA DELLA BIRRA

A riprova della modernità e complessità di un settore percepito, in maniera erronea, come vecchio e tradizionale, la ricerca Althesys/Fondazione Birra Moretti ha identificato i profili, spesso altamente specializzati o innovativi, più strategici e ricercati della filiera della birra. Emerge un caleidoscopio di professionalità che parte da materie prime, progettazione e realizzazione del prodotto birra, ad ambiti legati a vendita e promozione, fino a figure professionali ancora più insospettabili o specchio dei tempi. Ecco 15 profili, spesso altamente specializzati, tra i più richiesti:

  • Mastro birraio
  • Tecnologo alimentare (della birra)
  • Ingegnere chimico alimentare
  • Responsabile laboratorio e controllo qualità
  • Responsabile sicurezza
  • Coordinatore sostenibilità
  • Automation specialist
  • Digital innovation manager
  • Commerce specialist
  • Tecnico grafico
  • Brand ambassador
  • Beer specialist
  • Spillatore
  • Barman
  • Sommelier della birra

I 3 MACRO TREND CHE IMPATTERANNO SUI PROFILI RICHIESTI DAL SETTORE NEI PROSSIMI ANNI

Sono 3 i macro trend attesi (a 2-5 anni) che avranno un impatto diretto – secondo gli attori della filiera – sulla richiesta dei profili professionali: il 41% degli intervistati ha posto l’accento sulla sostenibilità, intesa come attenzione alla sostenibilità ambientale (16%), ideazione pack sostenibili (13%), implementazione materie prime locali (7%), gestione dei rifiuti e degli scarti (5%). Per un altro 32% lo sviluppo di nuovi gusti e segmenti nel mercato, come le birre speciali (14%), quelle artigianali (10%) e il trend healthy (8%). E completa il quadro di una filiera in fase di evoluzione strutturale quel 18% che guarda all’innovazione digitale, citando innovazione (10%), digitalizzazione (5%), e-commerce (3%).

FORMAZIONE, LEVA STRATEGICA PER IL SUCCESSO PER 8 AZIENDE SU 10

La ricerca realizzata da Althesys mette a fuoco un altro aspetto fondamentale per comprendere il settore della birra. L’85% delle imprese della filiera avverte l’esigenza di investire in formazione. E non potrebbe essere altrimenti in un comparto che vive d’innovazione e di specializzazione, e che sta cambiando velocemente, assecondando la crescita di cultura di prodotto da parte degli italiani. Si va da 6 a 20 ore annue di formazione per dipendente, a seconda delle dimensioni aziendali, con punte massime nelle medie imprese.

FORMAZIONE: IN ITALIA POCHE OPPORTUNITÀ, MA ARRIVA L’UNIVERSITÀ DELLA BIRRA DI HEINEKEN

L’offerta universitaria italiana si limita a pochi corsi della Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari, mentre all’estero ci sono invece molte Università e istituti tecnici che offrono percorsi di laurea, sia triennale che specialistica, focalizzati sul settore, oltre a numerosi corsi professionalizzanti che toccano aspetti più manageriali del business e quelli legati alla valorizzazione del prodotto finale. Per colmare questo gap di specializzazione, tra domanda e offerta di lavoro, è nata l’Università della Birra a Milano, voluta da HEINEKEN Italia, che si propone con lo slogan “imparare sul campo” e si presenta come un approfondimento teorico e pratico sui fondamentali del mondo della birra, dalle materie prime alle dinamiche di mercato, dedicato ai professionisti del settore Ho.Re.Ca e Modern Trade. Si tratta di uno stimolo a pensare e creare delle formule di collaborazione tra pubblico e privato (aziende e università) per affrontare in una logica di sistema un tema cruciale per il futuro del comparto.

www.osservatoriobirra.it
www.fondazionebirramoretti.it

L’Osservatorio Birra nasce come punto di osservazione sul mondo della birra, con l’obiettivo di analizzare il ruolo e l’impatto della filiera sul panorama economico e culturale italiano. Promosso dalla Fondazione Birra Moretti, produce analisi, studi e ricerche sul mercato, l’industria, il consumo e il futuro della bevanda più diffusa al mondo.

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Althesys Strategic Consultants è una società professionale indipendente specializzata nella consulenza strategica e nello sviluppo di conoscenze. Guidata dal professor Alessandro Marangoni, è attiva nelle aree dell’analisi strategica, della ricerca economico-finanziaria e della sostenibilità. Ha una profonda conoscenza dei settori ambientali, energetici, delle public utilities e agro-alimentari. I think tank IREX nel settore dell’energia, Top Utility nel comparto delle public utility e WAS in quello della gestione ambientale e del riciclo sono punti di riferimento e occasioni di confronto per gli operatori dei rispettivi settori. Althesys realizza studi e ricerche a livello nazionale e internazionale per conto di primarie imprese e istituzioni.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Fondazione Birra Moretti
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Matteo de Angelis – Tel. 334 6788708
m.deangelis@inc-comunicazione.it

Fondazione Birra Moretti
Presidente: Alfredo Pratolongo – @AAPratolongo
Direttore: Paolo Merlin
Savino Dicorato

LA BIRRA CHE CREA LAVORO: HIGHLIGHTS

  • LA FILIERA DELLA BIRRA IN 2 ANNI HA DATO LAVORO A 4.400 PERSONE (+5%,), PIU’ DI 6 AL GIORNO
  • IL SETTORE, NEL SUO COMPLESSO, GARANTISCE 2,47 MILIARDI DI EURO DI STIPENDI
  • … E UN IMPIEGO SOLIDO: IL 50% DEI DIPENDENTI HA PIU’ DI 10 ANNI DI ANZIANITÀ
  • LE POSIZIONI PIU’ RICERCATE IN ITALIA SONO TUTTE AD ALTO TASSO DI SPECILIZZAZIONE: MANUTENTORE IMPIANTI, TECNICO/RESPONSABILE DI PRODUZIONE, SUPPORTO LOGISTICO SPECIALIZZATO, ANALISTA DI MERCATO, VENDITORE SPECIALIZZATO, MARKETING E COMUNICAZIONE, BRAND AMBASSADOR, BARMAN/SPILLATORE/SOMMELIER
  • UN TERZO DEL RECLUTAMENTO (32%) AVVIENE ON LINE.
  • L’AREE GEOGRAFICHE CON PIU’ POSIZIONI APERTE È IL NORD ITALIA (LOMBARDIA, VENETO, FRIULI, PIEMONTE, LIGURIA, EMILIA ROMAGNA E TRENTINO).
  • PER TROVARE LAVORO NEI PROSSIMI ANNI BISOGNERÀ CONOSCERE BENE IL PRODOTTO (18%) E LA INDUSTRY (5%). MOLTO RICHIESTE QUALITA’ MANAGERIALI (11%) – E DA IMPRENDITORE (8%) – E DOTI DI FORMAZIONE DEL PERSONALE (14%). E SKILL COME SPECIALIZZAZIONE (8%) E LEARNING AGILITY (8%).
  • L’85% DELLE AZIENDE INVESTE IN FORMAZIONE MA L’OFFERTA FORMATIVA NEL NOSTRO PAESE NON È ANCORA ALL’ALTEZZA DELLA RICHIESTA, POCHI CORSI, SOPRATTUTTO RELATIVI ALLE TECNICHE DI PRODUZIONE DELLA BIRRA (COMPETENZE GESTIONALI E DI VENDITA POCO TRATTATE).
  • L’UNIVERSITÀ DELLA BIRRA DI MILANO, VOLUTA DA HEINEKEN, SI PRESENTA INVECE COME UN ESEMPIO INNOVATIVO DI FORMAZIONE A 360 GRADI PER I PROFESSIONISTI UN SETTORE FORTEMENTE INNOVATIVO. È UNO STIMOLO A PENSARE E CREARE DELLE FORMULE DI COLLABORAZIONE PUBBLICO E PRIVATO (AZIENDE E UNIVERSITÀ) PER AFFRONTARE IN UNA LOGICA DI SISTEMA UN TEMA CRUCIALE PER IL FUTURO DEL COMPARTO.

Focus
OLTRE IL MASTRO BIRRAIO: 5 (INSOSPETTABILI) FIGURE PROFESSIONALI
RICHIESTE DALLA FILIERA DELLA BIRRA

Secondo una ricerca dell’Osservatorio Birra di Fondazione Birra Moretti, ogni giorno nel settore della birra trovano lavoro (stabile) almeno 6 persone. Con profili e competenze professionali che non sono quelle che immaginiamo. A riprova della modernità e complessità di un settore percepito, in maniera erronea, come vecchio e tradizionale, ecco 5 profili, spesso altamente specializzati, attivi lungo la filiera della birra:

TECNOLOGO DELLA BIRRA
È una sorta di mastro birraio 4.0. che si occupa dell’elaborazione delle ricette e della produzione della birra. Unisce le competenze tipiche di un ingegnere chimico con quelle di un tecnologo alimentare. Il tecnologo della birra deve, infatti, conoscere le materie prime, le tecnologie di trasformazione e i fattori che condizionano la qualità dei prodotti finiti, così come i fenomeni biochimici e tecnologici coinvolti nella filiera produttiva. Il suo compito è assicurare la qualità costante nel tempo dei processi produttivi e del prodotto finito. Per questo raccoglie e interpreta dati analitici per evidenziare eventuali anomalie e scartamenti rispetto agli standard qualitativi del birrificio e definisce gli interventi correttivi e migliorativi necessari. Oltre alle conoscenze tecniche, oggi gli vengono richieste anche competenze manageriali, flessibilità e problem solving, dovendo tenere conto delle diverse variabili che influenzano la fase produttiva (materie prime, materiali di confezionamento, etc), inclusi eventuali interventi sui fabbisogni formativi del personale del birrificio, con l’obiettivo di ripristinare o migliorare il corretto livello di conoscenza e skills. Secondo le imprese, «le Università non sono ancora attrezzate per un corso di laurea che combini questo tipo di competenze» e la soluzione adottata dalle grandi aziende per formare questo ruolo è unire alle skills esperienza e formazione con buddy.

COMMERCE SPECIALIST
Il ruolo del commerciale nelle grandi imprese della birra si è evoluto rispetto al passato, divenendo sempre più dinamico e rivestendo un ruolo chiave per le imprese. Oggi le imprese ricercano persone con competenze variegate, dal possesso di una laurea in materie economiche o scienze politiche e soft skill «che permettano di creare delle vere e proprie partnership con il cliente». Vengono richiesti «spirito imprenditoriale, conoscenza approfondita del prodotto e del modello di business del canale in cui operano (HoReCA o Modern Trade), visione a lungo termine, learning agility, proattività». Il Commerce Specialist deve essere dinamico e propenso a cambiare zona di competenza. È quindi «fondamentale la predisposizione alla mobilità regionale, nazionale e internazionale». I commerciali devono, infine, avere capacità di lettura dei dati (Data Scientist) e creatività nell’applicare le informazioni a disposizione alla realtà, per affrontare l’apertura del settore al mondo digitale e all’e-commerce (perlopiù B2B).

BRAND AMBASSADOR
Il suo è un ruolo nato negli ultimi anni, che si colloca in una fase di pre-vendita. È una sorta di “trait d’union”, un ibrido tra un tecnico della birra e un venditore. Da un punto di vista tecnico, il Brand Ambassador conosce la birra, sa come si produce e come degustarla, ne riconosce stili e tipologie. Allo stesso tempo, come commerciale, deve saper presentare e vendere il prodotto sia al cliente diretto (punto di consumo) che a quelli indiretti (distributori ed altri venditori), ai quale può anche fornire servizi di learning e formazione. È in sostanza un ambasciatore dell’azienda e del marchio, che conosce profondamente la filiera e si propone come business partner dei clienti, riconoscendo quali di essi siano in grado di vendere e rappresentare il prodotto al meglio.

BEER SPECIALIST
Il Beer Specialist è una figura di supporto alla forza vendita delle imprese della distribuzione attualmente molto ricercata nel mercato. Dal punto di vista operativo, la figura è un mix tra un commerciale di alto profilo ed un tecnico, che si occupa dell’attività di vendita e consulenza ai punti di consumo e fornisce supporto specifico alla forza vendita dei distributori sul territorio. Deve possedere una conoscenza approfondita delle proprietà organolettiche della birra/delle birre, del mercato di riferimento, dei diversi processi produttivi, degli impianti spina e dei diversi metodi di spillatura. Tra le skill principali che le imprese richiedono per questo ruolo vi sono, quindi, capacità di negoziazione, imprenditorialità ed empatia, approfondita conoscenza dei prodotti, incusi quelli della concorrenza, capacità di lettura dei dati e conoscenza della tipologia e dinamica dei nuovi trend di consumo.

SOMMELIER DELLA BIRRA
Da 5-10 anni la birra è una componente formativa imprescindibile per la figura responsabile di tutte le bevande e spiriti. Di conseguenza, deve avere una «profonda conoscenza del settore, della storia delle bevande e delle diverse tecniche di produzione». Il Sommelier è una figura professionale a tutto tondo, che abbini le capacità tecniche di degustazione a know-how operativo, «dalla conservazione dei prodotti e temperatura per il servizio, alla capacità di proporre al cliente la birra più adatta al menu o ai piatti scelti, argomentando il perché e spiegando sia le caratteristiche della birra che quelle dei piatti». A queste conoscenze tecniche si affiancano quelle gestionali. Al Sommelier si concede spesso autonomia esecutiva e gli si affida la mansione amministrativa della cantina, richiedendogli «sensibilità alle richieste e alle novità presenti sul mercato». Per questo ha competenza nella stesura e preparazione della carta dei vini e delle birre e collabora nella selezione e acquisto dei prodotti. Deve quindi saper «economizzare gli stock e gli ordini» e possedere abilità commerciali nella vendita delle bevande. Con un elemento di criticità superiore nel caso della birra, bevanda che in genere va consumata “giovane” e deve essere acquistata in modo oculato per evitare sprechi.

(1) Fonte: “La creazione di valore condiviso del settore della birra in Italia”, Osservatorio Birra novembre 2018, su dati 2017.

Matteo Felter vince il Premio Birra in Cucina 2019

By FBM tutti i comunicati, Premio Birra Moretti Grand Cru

MATTEO FELTER VINCE IL PREMIO BIRRA IN CUCINA

Assegnato da Fondazione Birra Moretti il premio per l’utilizzo innovativo della birra in cucina

Milano, 25 marzo 2019 – Un albo che si arricchisce di anno in anno di nomi illustri della cucina d’autore. Per la dodicesima edizione, è Matteo Felter, executive chef del Grand Hotel Fasano, a salire sul palco di Identità Golose per ritirare il Premio Birra in Cucina, il riconoscimento per l’utilizzo innovativo della birra in abbinamento ai piatti o in ricettazione.

Il premio è stato consegnato da Alfredo Pratolongo, Presidente della Fondazione Birra Moretti. «Fino a dieci anni fa, quando abbiamo iniziato con il nostro percorso di accreditamento della birra a tavola, era per noi impensabile raggiungere i risultati che, oggi, sono diventati una realtà. La birra a pasto, un unicum tutto italiano, è ormai una consuetudine. Il merito è da attribuire anche ai tanti chef che, in questi anni, ci hanno seguito e hanno contribuito a portare questo cambiamento nelle nostre abitudini di consumo, passando dalla cucina d’autore alle case degli italiani» – racconta Alfredo Pratolongo.

Matteo Felter è stato una scelta naturale, è uno degli chef che per primi ha capito e valorizzato la birra in cucina, tanto da diventare ingrediente imprescindibile di uno dei suoi piatti più rappresentativi, l’Anguilla a tutta birra. Grazie all’uso sapiente della birra, la ricetta trova un equilibrio perfetto, riuscendo a sgrassare la carne dell’anguilla e a conferire una nota amara distintiva.

Matteo Felter

Matteo Felter è executive chef del Grand Hotel Fasano, 5 stelle, situato sulle sponde del Lago di Garda, a Gardone Riviera (Bs). Dal 2007, gestisce con la sua brigata tutta l’offerta ristorativa della struttura, e in particolare quella del ristorante Il Fagiano, suo spazio d’espressione riservato alla ricerca e all’alta cucina. Nonostante da piccolo sognasse di fare il marinaio, Felter ha seguito la passione per il cibo tanto cara alla sua famiglia, da generazioni impegnata nella gestione di una salumeria e drogheria a Salò (Bs). Ha così intrapreso la professione di cuoco iniziando a lavorare in molti ristoranti del Lago di Garda e affinando le sue competenze insieme a numerosi chef stellati, tra i quali Norbert Niederkofler del St. Hubertus. Arrivato al Grand Hotel Fasano, Matteo Felter ha immediatamente rinnovato l’offerta ristorativa introducendo il concetto di ricerca delle materie prime e di sperimentazione. Grazie alle esperienze fatte nel passato e alla conoscenza delle tecniche usate nell’alta cucina internazionale ha perfezionato il livello qualitativo delle proposte.

L’albo d’oro del Premio Birra in cucina

2008: Moreno Cedroni, chef La Madonnina del Pescatore (Senigallia – AN)
2009: Emanuele Scarello, chef Agli Amici (UD)
2010: Davide Oldani, chef D’O (Cornaredo – MI)
2011: Marco Stabile, chef Ora d’Aria (FI)
2012: Claudio Sadler, chef Sadler (MI)
2013: Fabio Barbaglini, ex chef Antica Osteria del Ponte (Cassinetta di Lugagnano – MI)
2014: Stefano Ciotti, chef Urbino dei Laghi e Naturalmente Pizza (San Giacomo in Foglia – PU)
2015: Daniel Burns, chef Luksus di Brooklyn
2016: Eugenio Boer, chef Essenza (MI)
2017: Giovanni Sorrentino, chef I gerani (Santa Maria la Carità – NA)
2018: Giancarlo Morelli, chef Pomiroeu (Seregno – MB)

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Premio Birra Moretti Grand Cru
Cantiere di Comunicazione – Tel. 02 87 383 180
cantiere@cantieredicomunicazione.com

Fondazione Birra Moretti
Presidente: Alfredo Pratolongo – @AAPratolongo
Coordinatore: Paolo Merlin
info@fondazionebirramoretti.it

Lo chef Alberto Wengert vince il Premio Birra Moretti Grand Cru 2018-2019

By FBM tutti i comunicati, Premio Birra Moretti Grand Cru

LO CHEF ALBERTO WENGERT VINCE IL PREMIO BIRRA MORETTI GRAND CRU 2019

  • Menzione speciale per la “Miglior interpretazione della birra come ingrediente” e il premio “Voto del pubblico” a Davide Marzullo, chef de partie del Ristorante The Market Place di Como (CO)
  • Menzione speciale per la “Miglior interpretazione della birra in abbinamento” a Giuseppe Torcasio, chef del Ristorante Ex Trappeto di Lamezia Terme (CZ)

Milano, 25 marzo 2019“Il piatto vincitore rappresenta la perfetta sintesi tra italianità, golosità e tecnica. Esalta l’uso di un ingrediente spesso negletto come il pesce azzurro e riesce a farlo al meglio valorizzando, nel contempo, l’aroma di Birra Moretti Ricetta Originale, proposta sia come elemento della ricetta che in abbinamento. L’insieme risulta quindi armonioso e meritevole del posto più alto sul podio del Premio Birra Moretti Grand Cru 2018/2019”. Vince l’ottava edizione del Premio Birra Grand Cru, il concorso nazionale per chef e sous-chef under 35, promosso da Fondazione Birra Moretti, organizzato in collaborazione con Identità Golose, Alberto Wengert, sous-chef di La Locanda del Borgo, all’interno dell’Aquapetra Resort e Spa di Telese Terme (BN). Classe 1987, papà tedesco e mamma italiana, si avvicina alla cucina per passione e grazie alle tradizioni di famiglia.

La ricetta che lo ha portato alla vittoria è Alici di Cetara affumicate, caviale di colatura, gelèe alla Birra Moretti e meringa di pane croccante, proposta in ricettazione e abbinamento con Birra Moretti Ricetta Originale, un omaggio alle sue origini campane e a un ingrediente che predilige. Wengert ha valorizzato la materia prima creando una ricetta semplice e al contempo complessa che è la sintesi di tutto quello che si cerca in Italia: c’è identità, curiosità, tecnica ed estetica. Un piatto che è stato completato dall’uso sapiente della birra che ha bilanciato ed esaltato le caratteristiche dei singoli ingredienti. Si è aggiudicato un premio del valore di 10 mila euro, a scelta fra un viaggio, per due persone, in ristoranti di cucina d’autore, dove potrà arricchire il proprio bagaglio formativo, o una fornitura di attrezzature professionali per la cucina. Un premio importante, finalizzato a sostenere la crescita professionale di questi giovani chef, offrendo un contributo concreto per emergere nel mondo della ristorazione.

«Il Premio Birra Moretti Grand Cru da 8 anni stimola l’uso della birra nell’alta cucina. In questi anni la birra è cresciuta, integrandosi sempre più nelle scelte degli italiani a tavola, e 1200 giovani chef hanno saputo interpretare al meglio le sue principali caratteristiche. La birra oggi ha una enorme diversità di gusti ed è eclettica, si può abbinare per contrasto o concordanza, è entrata in sintonia con la grande varietà della cucina italiana. Lavorare con le giovani promesse della cucina ci ha permesso di intercettare la creatività delle prossime generazioni, che hanno imparato a utilizzare la birra tanto in ricettazione quanto in abbinamento, aprendo nuove frontiere al gusto» – racconta Alfredo Pratolongo, Presidente della Fondazione Birra Moretti.

Sin dalla prima edizione, il Premio Birra Moretti Grand Cru ha rappresentato un importante trampolino di lancio per le promesse della cucina d’autore italiana, mettendo alla prova i migliori chef emergenti con creazioni che prevedono la birra fra gli ingredienti e in abbinamento. A oggi sono 1.172 gli chef under 35 che si sono iscritti al concorso. Un numero impressionante di giovani talenti che ha provato a misurarsi con la prima e più importante piattaforma di talent scouting italiana da cui sono usciti nomi importanti dell’alta cucina: da Davide Del Duca, vincitore nel 2014 e oggi in giuria al Premio, a Giuliano Baldessari chef del Ristorante Aqua Crua (vincitore nel 2011, 1 stella Michelin), Christian Milone, chef Trattoria Zappatori (vincitore nel 2012, 1 stella Michelin) e Luigi Salomone chef del Ristorante Piazzetta Milù (vincitore nel 2013, 1 stella Michelin).

I vincitori dei premi speciali

Oltre al vincitore assoluto, la giuria ha voluto premiare altri due giovani chef con dei riconoscimenti speciali. Ecco i vincitori:

  • menzione speciale per la “Miglior interpretazione della birra come ingrediente” e il premio “Voto del pubblico” a Davide Marzullo, chef de partie del Ristorante The Market Place di Como (CO), con “La zucca incontra i Grani Antichi”. La Menzione speciale per l’utilizzo della birra nella ricettazione va allo chef più giovane tra i finalisti. Il suo piatto sfrutta al meglio nella preparazione la potenzialità aromatica della Birra Moretti Grani Antichi; la accosta a ingredienti di terra e di mare regalando un perfetto bilanciamento finale. In abbinamento, invece, lo chef ha proposto una Birra Moretti alla Toscana.
  • Menzione speciale per la “Miglior interpretazione della birra in abbinamento” a Giuseppe Torcasio, chef del Ristorante Ex Trappeto di Lamezia Terme (CZ), con “Melanzana, birra, pere, lievito e prezzemolo”. Torcasio ha realizzato un piatto di moderna interpretazione, mostra tecniche contemporanee utilizzando pochi ingredienti capaci di evidenziare una grande attenzione al mondo vegetale. Menzione speciale della giuria per l’abbinamento, davvero azzeccato, con Birra Moretti Grani Antichi (utilizzata anche nella preparazione), che esprime un equilibrio sottile e preciso.

In giuria brillano 16 stelle

Sempre più competenti e preparati, gli chef in gara hanno reso difficile il compito della giuria che si è trovata a scegliere fra piatti che dimostrano una grande maturità e professionalità, anche fra i concorrenti più giovani. L’arduo compito di decretare il vincitore di questa ottava edizione è andato a una giuria di 16 stelle Michelin: Claudio Sadler, Presidente di Giuria, chef del ristorante Sadler (Milano), Andrea Berton, chef del ristorante Berton (Milano), Davide Del Duca, chef dell’Osteria Fernanda (Roma), Nicola Dell’Agnolo, restaurant manager di Il Luogo di Aimo e Nadia (Milano), Annie Feolde, chef dell’Enoteca Pinchiorri (Firenze), Giancarlo Perbellini, chef del ristorante Casa Perbellini (Verona), Alessandro Pipero, maître del ristorante Pipero Roma (Roma), Isabella Potì, chef del ristorante Bros’ (Lecce), Marco Reitano, sommelier del ristorante La Pergola – Hotel Rome Cavalieri (Roma), Andrea Ribaldone, chef dell’Osteria dell’Arborina (La Morra, Cuneo), Viviana Varese, Chef di Alice Ristorante – Eataly Milano Smeraldo (Milano), Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose e Alfredo Pratolongo, Presidente Fondazione Birra Moretti.

Il regolamento completo può essere consultato su:
www.fondazionebirramoretti.it www.birramoretti.it www.identitagolose.it.

Il Premio Birra Moretti Grand Cru, è il concorso nazionale per chef e sous-chef under 35, promosso da Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Identità Golose. Il progetto, che ha contribuito a promuovere il ruolo della birra nell’alta ristorazione e a portare innovazione all’intero comparto, rappresenta la più importante piattaforma di talent scouting nel panorama della ristorazione d’autore. Dal 2011 invita i talenti culinari a ideare e creare piatti utilizzando la birra fra gli ingredienti e in abbinamento. In 8 edizioni sono stati 1.172 i giovani chef coinvolti e 1.412 le ricette inviate. Questa iniziativa è nata per promuove la diffusione della cultura della birra in Italia, valorizzare il talento e offrire una reale possibilità a tanti giovani di mettersi in luce di fronte ad alcuni fra i più importanti chef e sommelier del panorama italiano. I vincitori delle passate edizioni, che stanno compiendo passi significativi nel mondo dell’alta ristorazione, rappresentano la testimonianza di questo successo.

Albo d’oro: 2011 Giuliano Baldessari sous chef Le Calandre – oggi chef del Ristorante Aqua Crua (1 stella Michelin), 2012 Christian Milone – chef Trattoria Zappatori (1 stella Michelin), 2013 Luigi Salomone sous chef Marennà – oggi chef del Ristorante Piazzetta Milù (1 stella Michelin), 2014 Davide Del Duca – chef Ristorante Osteria Fernanda, 2015 Riccardo Gaspari – chef Ristorante El Brite de Larieto, 2016 Giuseppe Lo Iudice – chef Ristorante Retrobottega, 2017 Solaika Marrocco – chef Primo Restaurant.

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

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Premio Birra Moretti Grand Cru 2018-2019 – La gara finale

By FBM tutti i comunicati, Premio Birra Moretti Grand Cru

PREMIO BIRRA MORETTI GRAND CRU UNA FUCINA DI STELLE

Il vincitore sarà proclamato domenica 24 marzo sul palco di Identità Golose

Milano, 19 marzo 2019 – Giunto all’ottava edizione, il Premio Birra Moretti Grand Cru si evolve e si rinnova: quest’anno i giovani chef si sono confrontati in una gara che li ha spinti a dare il meglio di sé dall’apertura delle selezioni, a maggio 2018, fino a ieri, lunedì 18 marzo, quando hanno preparato, per l’ultima volta, il loro piatto d’autore di fronte a una giuria pluristellata.

Per scoprire il vincitore del primo premio del valore di 10mila euro e i vincitori delle menzioni speciali, l’appuntamento è domenica 24 marzo, dalle ore 14:00. Per la prima volta nella storia del Premio, il vincitore sarà annunciato sul palco di Identità Golose, il più importante congresso italiano di cucina internazionale. Un’occasione di visibilità unica per questi talenti emergenti.

I sei finalisti si erano già affrontati lo scorso novembre nella semifinale, nel corso della quale una giuria ristretta aveva fornito loro consigli preziosi. Quindi il livello dei piatti è cresciuto per tutti, così come le aspettative della giuria pluristellata, rendendo la competizione di ieri ancora più accesa.

Il racconto della gara finale

È stata una gara emozionante, indimenticabile per questi professionisti, in una giornata che si è rivelata carica di emozioni e di momenti di confronto tra i giovani in gara e gli chef e sommelier in giuria. Perché è proprio questo l’obiettivo del Premio, incoraggiare il talento, riconoscerlo, valorizzarlo per dare un contributo concreto alla crescita professionale di giovani meritevoli che muovono i primi passi in un settore affascinante e competitivo.

I finalisti hanno dimostrato di aver meritato un posto in finale, mettendo in campo determinazione, passione e capacità tecniche di grande livello. Fra di loro si nasconde la prossima stella della cucina italiana? Il Premio Birra Moretti Grand Cru è una piattaforma capace di scoprire talenti emergenti, come i primi tre vincitori delle passate edizioni – Giuliano Baldessari, Luigi Salomone e Christian Milone – che hanno già ottenuto la loro prima stella Michelin.

Per questi sei giovani chef il Premio ha rappresentato una esperienza che li ha aiutati a riflettere, crescere e migliorare come professionisti. Per loro è stato un grande onore essere arrivati in finale di fronte a una giuria pluristellata. È stata una emozione unica, una occasione che capita una volta nella vita.

È fra di loro la prossima stella nascente della cucina

Chi prenderà il posto di Solaika Marrocco, la vincitrice della settima edizione? Un compito non semplice per il prossimo chef succedere a un giovane talento come Solaika che, dalla vittoria del Premio, ha ottenuto numerosi riconoscimenti e tanta visibilità. In lizza: Salvatore Avallone, chef del Cetaria Ristorante di Baronissi (SA), 35 anni, propone “Baccalà.it”, Fabrizio Gagliardi, sous-chef al La Posta Vecchia Hotel di Palo Laziale – Ladispoli (RM), 29 anni, presenta “Petto di quaglia, caramello di IPA e le rosse”, Davide Marzullo, chef de partie del Ristorante The Market Place di Como (CO), 22 anni, porta in gara “La zucca incontra i Grani Antichi”, Giuseppe Milana, chef del Ristorante Umami di Roma, 30 anni, propone “Pecora, birra, ostrica e mela”, Giuseppe Torcasio, chef del Ristorante Ex Trappeto di Lamezia Terme (CZ), 23 anni, porta in gara “Melanzana, birra, pere, lievito e prezzemolo”, Alberto Wengert, sous-chef di La Locanda del Borgo di Telese Terme (BN), 31 anni, propone “Alici di Cetara affumicate, caviale di colatura, gelèe alla Birra Moretti e meringa di pane croccante”.

La giuria

Il livello di preparazione è altissimo, per la giuria non è stato semplice arrivare a decretare un solo vincitore. Al tavolo dei giurati: Claudio Sadler, Presidente di Giuria, chef del ristorante Sadler (Milano), Andrea Berton, chef del ristorante Berton (Milano), Davide Del Duca, chef dell’Osteria Fernanda (Roma), Nicola Dell’Agnolo, restaurant manager di Il Luogo di Aimo e Nadia (Milano), Annie Feolde, chef dell’Enoteca Pinchiorri (Firenze), Giancarlo Perbellini, chef del ristorante Casa Perbellini (Verona), Alessandro Pipero, maître del ristorante Pipero Roma (Roma), Isabella Potì, chef del ristorante Bros’ (Lecce), Marco Reitano, sommelier del ristorante La Pergola – Hotel Rome Cavalieri (Roma), Andrea Ribaldone, chef dell’Osteria dell’Arborina (La Morra, Cuneo), Viviana Varese, Chef di Alice Ristorante – Eataly Milano Smeraldo (Milano), Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose e Alfredo Pratolongo, Presidente Fondazione Birra Moretti.

Il regolamento completo può essere consultato su:
www.fondazionebirramoretti.it www.birramoretti.it www.identitagolose.it.

Il Premio Birra Moretti Grand Cru, è il concorso nazionale per chef e sous-chef under 35, promosso da Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Identità Golose. Il progetto, che ha contribuito a promuovere il ruolo della birra nell’alta ristorazione e a portare innovazione all’intero comparto, rappresenta la più importante piattaforma di talent scouting nel panorama della ristorazione d’autore. Dal 2011 invita i talenti culinari a ideare e creare piatti utilizzando la birra fra gli ingredienti e in abbinamento. In 8 edizioni sono stati 1.172 i giovani chef coinvolti e 1.412 le ricette inviate. Questa iniziativa è nata per promuove la diffusione della cultura della birra in Italia, valorizzare il talento e offrire una reale possibilità a tanti giovani di mettersi in luce di fronte ad alcuni fra i più importanti chef e sommelier del panorama italiano. I vincitori delle passate edizioni, che stanno compiendo passi significativi nel mondo dell’alta ristorazione, rappresentano la testimonianza di questo successo.

Albo d’oro: 2011 Giuliano Baldessari sous chef Le Calandre – oggi chef del Ristorante Aqua Crua (1 stella Michelin), 2012 Christian Milone – chef Trattoria Zappatori (1 stella Michelin), 2013 Luigi Salomone sous chef Marennà – oggi chef del Ristorante Piazzetta Milù (1 stella Michelin), 2014 Davide Del Duca – chef Ristorante Osteria Fernanda, 2015 Riccardo Gaspari – chef Ristorante El Brite de Larieto, 2016 Giuseppe Lo Iudice – chef Ristorante Retrobottega, 2017 Solaika Marrocco – chef Primo Restaurant.

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Premio Birra Moretti Grand Cru
Cantiere di Comunicazione – Tel. 02 87 383 180
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Premio Birra Moretti Grand Cru 2018-2019 – Al via il voto online che decreterà il vincitore

By FBM tutti i comunicati, Premio Birra Moretti Grand Cru

PREMIO BIRRA MORETTI GRAND CRU 2018-19 IN VISTA DELLA FINALE, È IL PUBBLICO A SCEGLIERE IL PROPRIO CHEF PREFERITO

Da oggi al via il voto online che decreterà il suo vincitore

Milano, 23 gennaio 2019 – Un piatto racconta tanto della personalità di uno chef. I video di presentazione autoprodotti dai sei finalisti del Premio Birra Moretti Grand Cru, la più importante piattaforma di talent scouting italiana per chef under 35, realizzato in collaborazione con Identità Golose, raccontano ancora di più e guidano gli spettatori nel mondo di questi giovani talenti, un mondo fatto di creatività, colore e gusto. Stili diversi che si ritrovano speculari tanto nello storytelling del video quanto nel piatto che hanno ideato.

Ora il pubblico è chiamato a scegliere, grazie a questi video di presentazione, la propria ricetta preferita, chi lo ha più convinto ed emozionato. Il giorno della finale, il giovane chef che avrà ottenuto più voti online riceverà un premio speciale. Quali saranno gli ingredienti che, quest’anno, convinceranno di più il pubblico?
In questa ottava edizione è la seconda volta che la giuria popolare viene interpellata. La prima volta, a dicembre 2018, è stata chiamata a scegliere il sesto finalista. È Giuseppe Torcasio, chef del Ristorante Ex Trappeto di Lamezia Terme (CZ), che si è unito alla rosa dei cinque finalisti decretati dall’avvincente eliminatoria di novembre 2018.

Un premio a estrazione per chi vota da casa

Fra tutti coloro che, fino alle ore 24:00 del 15 febbraio, avranno votato le sei ricette finaliste sull’apposito mini-sito, all’interno della piattaforma www.identitagolose.it, verrà estratto un vincitore. In palio un premio speciale: una cena, per due persone, in un ristorante di cucina d’autore. Il ristorante sarà selezionato fra i più rinomati della zona di residenza del vincitore. Un’occasione per vivere un’esperienza gastronomica di alto livello.

I sei finalisti del Premio Birra Moretti Grand Cru 2018-19

  • Salvatore Avallone, chef del Cetaria Ristorante di Baronissi (SA), 35 anni, con la ricetta “Baccalà.it”
  • Fabrizio Gagliardi, sous-chef al La Posta Vecchia Hotel di Palo Laziale – Ladispoli (RM), 29 anni, con la ricetta “Petto di quaglia, caramello di IPA e le rosse”
  • Davide Marzullo, chef de partie del Ristorante The Market Place di Como (CO), 22 anni, con la ricetta “La zucca incontra i Grani Antichi”
  • Giuseppe Milana, chef del Ristorante Umami di Roma, 30 anni, con la ricetta “Pecora, birra, ostrica e mela”
  • Giuseppe Torcasio, chef del Ristorante Ex Trappeto di Lamezia Terme (CZ), 23 anni, con la ricetta “Melanzana, birra, pere, lievito e prezzemolo”
  • Alberto Francesco Wengert, sous-chef di La Locanda del Borgo di Telese Terme (BN), 31 anni, con la ricetta “Alici di Cetara affumicate, caviale di colatura, gelèe alla Birra Moretti e meringa di pane croccante”.

Oltre al vincitore assoluto e a quello decretato dal voto online, la giuria conferirà una menzione speciale per la miglior interpretazione della birra come ingrediente e una menzione speciale per la miglior interpretazione della birra come abbinamento.

Il regolamento completo può essere consultato su:
www.fondazionebirramoretti.it www.birramoretti.it www.identitagolose.it.

Il Premio Birra Moretti Grand Cru, è il concorso nazionale per chef e sous-chef under 35, promosso da Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Identità Golose. Il progetto, che ha contribuito a promuovere il ruolo della birra nell’alta ristorazione e a portare innovazione all’intero comparto, rappresenta la più importante piattaforma di talent scouting nel panorama della ristorazione d’autore. Dal 2011 invita i talenti culinari a ideare e creare piatti utilizzando la birra fra gli ingredienti e in abbinamento. In 8 edizioni sono stati 1.172 i giovani chef coinvolti e 1.412 le ricette inviate. Questa iniziativa è nata per promuove la diffusione della cultura della birra in Italia, valorizzare il talento e offrire una reale possibilità a tanti giovani di mettersi in luce di fronte ad alcuni fra i più importanti chef e sommelier del panorama italiano. I vincitori delle passate edizioni, che stanno compiendo passi significativi nel mondo dell’alta ristorazione, rappresentano la testimonianza di questo successo.

Albo d’oro: 2011 Giuliano Baldessari sous chef Le Calandre – oggi chef del Ristorante Aqua Crua (1 stella Michelin), 2012 Christian Milone – chef Trattoria Zappatori (1 stella Michelin), 2013 Luigi Salomone sous chef Marennà – oggi chef del Ristorante Piazzetta Milù (1 stella Michelin), 2014 Davide Del Duca – chef Ristorante Osteria Fernanda, 2015 Riccardo Gaspari – chef Ristorante El Brite de Larieto, 2016 Giuseppe Lo Iudice – chef Ristorante Retrobottega, 2017 Solaika Marrocco – chef Primo Restaurant.

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Premio Birra Moretti Grand Cru
Cantiere di Comunicazione – Tel. 02 87 383 180
cantiere@cantieredicomunicazione.com

Fondazione Birra Moretti
Presidente: Alfredo Pratolongo – @AAPratolongo
Coordinatore: Paolo Merlin
info@fondazionebirramoretti.it

Premio Birra Moretti Grand Cru 2018-2019 – Giuseppe Torcasio è il sesto finalista

By FBM tutti i comunicati, Premio Birra Moretti Grand Cru

PREMIO BIRRA MORETTI GRAND CRU 2018-19 È LO CHEF GIUSEPPE TORCASIO IL SESTO FINALISTA DECRETATO DAL VOTO POPOLARE

La finale dell’ottava edizione si terrà a marzo 2019

Milano, 11 gennaio 2019 – Si è chiusa la rosa dei finalisti che, a marzo, si sfideranno per conquistare l’ottava edizione del Premio Birra Moretti Grand Cru, la prima e più importante piattaforma di talent scouting, promossa da Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Identità Golose. È il ventitreenne Giuseppe Torcasio, chef del Ristorante Ex Trappeto di Lamezia Terme (CZ), il sesto finalista decretato dal voto popolare. I voti complessivi per questa selezione sono stati 6.500 circa.

Torcasio ha strappato l’ultimo posto in finale con la ricetta “Melanzana, birra, pere, lievito e prezzemolo”, proposta in abbinamento a Birra Moretti Grani Antichi, un piatto che aveva già conquistato il favore della giuria. Per gli altri quattro concorrenti il sogno di arrivare alla fase finale della gara si conclude qui. Ma come hanno testimoniato i giurati nel corso della eliminatoria di novembre, mai come quest’anno il livello è stato così alto. Siamo certi che si sentirà parlare di loro, in futuro.

Torcasio si aggiunge ai primi 5 finalisti selezionati durante la fase eliminatoria che si è tenuta, a novembre 2018, da Identità Golose Milano. Ricordiamo chi sono: Alberto Francesco Wengert, sous-chef di La Locanda del Borgo di Telese Terme (BN), 31 anni, con la ricetta “Alici di Cetara affumicate, caviale di colatura, gelèe alla Birra Moretti e meringa di pane croccante”, Giuseppe Milana, chef del Ristorante Umami di Roma, 30 anni, con la ricetta “Pecora, birra, ostrica e mela”, Davide Marzullo, chef de partie del Ristorante The Market Place di Como (CO), 22 anni, con la ricetta “La zucca incontra i Grani Antichi”, Salvatore Avallone, chef del Cetaria Ristorante di Baronissi (SA), 35 anni, con la ricetta “Baccalà.it” e Fabrizio Gagliardi, sous-chef al La Posta Vecchia Hotel di Palo Laziale – Ladispoli (RM), 29 anni, con la ricetta “Petto di quaglia, caramello di IPA e le rosse”.

In palio: 10mila euro e tanta notorietà

Fra queste giovani promesse della cucina italiana si cela il prossimo vincitore che si porterà a casa un premio del valore di 10mila euro. Oltre al vincitore assoluto e a quello decretato dal voto online – la cui votazione partirà prossima settimana – la giuria conferirà una menzione speciale per la miglior interpretazione della birra come ingrediente e una menzione speciale per la miglior interpretazione della birra come abbinamento. Ma in palio c’è molto più di questo: il Premio Birra Moretti Grand Cru, sin dalla prima edizione, offre una concreta opportunità ai giovani talenti di mettersi in luce davanti ai più importanti chef del panorama italiano e di farsi conoscere da un vasto pubblico

Il regolamento completo può essere consultato su:
www.fondazionebirramoretti.it www.birramoretti.it www.identitagolose.it.

Il Premio Birra Moretti Grand Cru, è il concorso nazionale per chef e sous-chef under 35, promosso da Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Identità Golose. Il progetto, che ha contribuito a promuovere il ruolo della birra nell’alta ristorazione e a portare innovazione all’intero comparto, rappresenta la più importante piattaforma di talent scouting nel panorama della ristorazione d’autore. Dal 2011 invita i talenti culinari a ideare e creare piatti utilizzando la birra fra gli ingredienti e in abbinamento. In 8 edizioni sono stati 1.172 i giovani chef coinvolti e 1.412 le ricette inviate. Questa iniziativa è nata per promuove la diffusione della cultura della birra in Italia, valorizzare il talento e offrire una reale possibilità a tanti giovani di mettersi in luce di fronte ad alcuni fra i più importanti chef e sommelier del panorama italiano. I vincitori delle passate edizioni, che stanno compiendo passi significativi nel mondo dell’alta ristorazione, rappresentano la testimonianza di questo successo.

Albo d’oro: 2011 Giuliano Baldessari sous chef Le Calandre – oggi chef del Ristorante Aqua Crua (1 stella Michelin), 2012 Christian Milone – chef Trattoria Zappatori (1 stella Michelin), 2013 Luigi Salomone sous chef Marennà – oggi chef del Ristorante Piazzetta Milù (1 stella Michelin), 2014 Davide Del Duca – chef Ristorante Osteria Fernanda, 2015 Riccardo Gaspari – chef Ristorante El Brite de Larieto, 2016 Giuseppe Lo Iudice – chef Ristorante Retrobottega, 2017 Solaika Marrocco – chef Primo Restaurant.

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Premio Birra Moretti Grand Cru
Cantiere di Comunicazione – Tel. 02 87 383 180
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Coordinatore: Paolo Merlin
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Generazione Birra: identikit dei 30-45enni al ristorante la ordinano spesso, mescolando competenza e curiosità – 2018

By FBM tutti i comunicati

Una ricerca realizzata dalla Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Noi di Sala e ASPI traccia l’identikit
di chi oggi preferisce la birra (che non a caso porta quasi il 5% del fatturato nei ristoranti gastronomici(1) in
abbinamento a piatti tradizionali e gourmet: 6 clienti su 10 preferiscono le birre speciali e chiedono che siano
servite con la schiuma, ma sanno anche ascoltare i consigli del sommelier.
E i ristoranti si adeguano aumentando (in 1 caso su 2) le referenze presenti sulla carta delle birre,
richiesta al ristorante da quasi 7 italiani su 10.

“Una birra, per favore!” Una ricerca di Fondazione Birra Moretti, realizzata in collaborazione con Noi di Sala, entra nei ristoranti per raccontare il rapporto degli italiani con la birra da un punto di vista inedito: quello del personale di sala, che ha rivelato come la ordinano, con cosa la abbinano, quanto ne sanno i nostri connazionali di una bevanda che sempre più viene abbinata con i piatti più tradizionali e con quelli gourmet. Scopriamo così che oggi a guidare la tendenza birra è una generazione, quella dei 30-45enni (rappresentano il 57,4% dei consumatori al ristorante), che beve birra in modo “diverso”, impensabile per i loro coetanei di 10 o 15 anni fa. Che magari la assaggiavano, seguendo una tendenza allora agli albori, ma difficilmente la sceglievano per abbinarla, ad esempio, come succede oggi, anche con un piatto a base di pesce…

La ricerca è stata realizzata grazie alla collaborazione tra la Fondazione Birra Moretti, Fondazione di partecipazione costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa al fine di contribuire alla crescita della cultura della birra in Italia, Noi di Sala, l’associazione che raggruppa i professionisti italiani di sala e di cantina e ASPI, l’Associazione della Sommellerie Professionale Italiana. Il progetto(2) è entrato dietro le quinte di 200 ristoranti italiani (circa il 60% di livello alto) per raccogliere il parere di sommelier, maître e camerieri, in pratica quanti hanno il contatto diretto con il cliente del ristorante, lo consigliano, ne accolgono le richieste, la figura ideale insomma per saggiare lo stato di salute della birra nel fuori casa.

Questa ricerca conferma che sta cambiando il cosiddetto “palato collettivo” e che la capacità degli italiani di avvertire e apprezzare la gamma di sapori offerti dai molti stili birrari si sta affinando. Il consumo di birra fuori casa si sta modificando in meglio, come confermano i dati del nostro Osservatorio Birra”, rivela Alfredo Pratolongo, Presidente di Fondazione Birra Moretti. “Ristoranti, bar, pub e pizzerie rappresentano infatti il 41,5% dei consumi di birra e generano il 75% dei ricavi del settore birrario italiano(3). E’ qui che gli italiani hanno scoperto e continuano a scoprire nuovi stili, abbinamenti gastronomici, carte delle birre sempre più fornite. Un insieme di elementi che hanno consentito al consumatore di sperimentare e di formare una propria personale cultura della birra“.

La prima sorpresa arriva dall’identikit di chi, al ristorante, ordina la birra. Ci si aspetterebbe che a farlo siano soprattutto i Millennials, invece il beer lover da ristorante, quello che la ordina e richiede più informazioni e approfondimenti sul prodotto, ha tra i 30 e i 45 anni. Il cliente tipo che chiede la birra continua a essere soprattutto uomo (75%), ma ormai anche 1 donna su 4 include l’ordine di un calice di birra insieme ai propri piatti preferiti, a dimostrazione che stanno lentamente venendo meno quei pregiudizi (la birra gonfia e ingrassa) che ne hanno a lungo frenato il gradimento presso il pubblico femminile.

La birra al ristorante non è un ripiego, ma una precisa scelta di gusto: interrogati sul tipo di birra che hanno servito di più negli ultimi 6 mesi, il personale di sala ha risposto che nel 55% dei casi sono state birre speciali, e cioè tutto l’universo di sapori, profumi, colori e ingredienti (dalle Ale alle Blanche, dalle Bock alle IPA e così via) che va oltre la classica birra chiara (che continua a essere richiesta dal 45% dei clienti).

A proposito di cultura di prodotto, chi sceglie la birra al ristorante è un consumatore informato o quantomeno curioso. 6 clienti su 10 (57%) chiedono che la birra sia servita con la giusta quantità di schiuma o alla giusta temperatura. Solo 3 su 10 chiedono semplicemente “una chiara” o “una rossa”.
Ci sono gli intenditori (21%) che sanno già cosa vogliono e ordinano in modo molto mirato, facendo riferimento agli stili birrari e/o direttamente a un marchio. Analoga la percentuale dei curiosi (21,5%) che pur non conoscendo stili e caratteristiche sono interessati ad approfondire e si lasciano consigliare dal personale. La birra al ristorante viene servita a tutto pasto. Nel 38% dei casi viene servita all’inizio, come aperitivo. Nel 60% in abbinamento a tutte le portate, anche alternandola ad altre bevande come il vino. e nel 2% dei casi la birra è la conclusione del pasto, servita dopo il dessert o come bevanda “da meditazione”.
Nei ristoranti italiani si abbina soprattutto ai piatti a base di carne (76%), ma è significativo che nel 24% dei casi la si porti assieme al pesce, uno degli incontri gastronomici mediterranei più sorprendenti e di successo.

L’estate è ancora la stagione in cui la voglia di birra, anche al ristorante, è più forte (65%), ma nel 30% circa dei casi il personale di sala certifica che questa bevanda viene servita ormai tutto l’anno.
Anche per questo quasi 7 clienti su 10 chiedono (spesso, o qualche volta) se c’è anche una carta delle birre.

E i ristoranti rispondono a questa richiesta del mercato: interrogati su quanto è cambiata negli ultimi 6 mesi la selezione di birre del proprio locale, 1 ristoratore su 2 ha dichiarato di aver aggiunto qualche referenza. E c’è anche un 7% che ammette di aver raddoppiato, o addirittura triplicato, il numero di referenze disponibili.

www.fondazionebirramoretti.it

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Fondazione Birra Moretti
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Matteo de Angelis – Tel. 334 6788708
m.deangelis@inc-comunicazione.it

Fondazione Birra Moretti
Presidente: Alfredo Pratolongo – @AAPratolongo
Coordinatore: Paolo Merlin

 

(1) Fonte: Studio “Famiglie e birra, la spina dorsale dei consumi fuori casa in Italia” condotto da Althesys per conto di Osservatorio Birra e promosso da Fondazione Birra Moretti. Novembre 2017

(2) La ricerca è stata condotta attraverso un questionario online somministrato tra settembre e ottobre 2018, a 200 sommelier e restaurant manager che operano in Italia iscritti alle associazioni “ASPI” e “Noi di Sala”. Elaborazione a cura di Fondazione Birra Moretti.

(3) Fonte: Studio “Famiglie e birra, la spina dorsale dei consumi fuori casa in Italia” condotto da Althesys per conto di Osservatorio Birra e promosso da Fondazione Birra Moretti. Novembre 2017