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FBM tutti i comunicati

Birre e formaggi, ecco gli abbinamenti perfetti

By FBM tutti i comunicati

I CHEESE LAB CON FONDAZIONE BIRRA MORETTI SBARCANO A “FORME”

Appuntamento imperdibile per l’82% degli italiani che considera le birre perfettamente adatte ad essere degustate con il cibo e le ricette tipiche della Dieta Mediterranea (fonte: Doxa-Osservatorio Birra 2018).
Sabato 29 e domenica 30 settembre, Fondazione Birra Moretti porta il mondo della birra a “Forme, Bergamo capitale europea dei formaggi”, la manifestazione dedicata all’arte casearia, con due laboratori del gusto (i “Cheese Lab”) dedicati al suggestivo e sorprendente incontro tra birra e formaggi, due tra i prodotti agroalimentari più caratterizzanti e legati ai territori d’appartenenza, risultato di tradizioni secolari e filiere di produzione uniche.

Come conferma Paolo Merlin, coordinatore di Fondazione Birra Moretti, “Con il mondo dei formaggi la birra ha in comune molto più di quanto ci si aspetti. Entrambi sono prodotti ‘vivi’, frutto della fermentazione, con un forte legame con il loro territorio di produzione. E hanno infinite declinazioni di stili, tipologie, colori, profumi e stagionature. Ancora più importante, l’incontro a tutto pasto tra birre e formaggi funziona perfettamente. Il gusto leggermente amaro e effervescente della birra riesce a equilibrare sapori a volte molto intensi del formaggio e pulisce la bocca, contrastando la grassezza della materia casearia. Con in più il vantaggio di non appesantirci, grazie alla ridotta alcolicità della birra. Una classica Lager chiara, la birra più diffusa, con qualche scaglia di Parmigiano Reggiano è ad esempio un matrimonio perfetto”.

I “Cheese Lab” con Fondazione Birra Moretti si svolgeranno a Bergamo nelle splendide sale di Palazzo Terzi, in collaborazione con i maestri assaggiatori di ONAF – Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio, gli chef della Nazionale Italiana Cuochi e i sommelier di ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana.

Sabato 29 settembre, dalle 12,30 alle 13,30: il Laboratorio di degustazione prevede assaggi e piatti a base di Taleggio Dop, Provolone Valpadana Dop dolce, Grana Padano Dop, Bitto Dop, che il Sommelier ASPI Matteo Ghiringhelli proporrà in abbinamento a Birra Moretti La Bianca e Birra Moretti Lunga Maturazione.

Domenica 30 Settembre, sempre dalle ore 12,30 alle 13,30: entrano in scena le tipicità bergamasche, come Salva Cremasco DOP, Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana, Agrì di Valtorta Pat, Branzi FTB Pat, che il Sommelier ASPI Konstantinos Stavroulakis abbinerà con Birra Moretti IPA e Birra Moretti La Rossa.

Per entrambi gli incontri è previsto un limite di 30 partecipanti. Per informazioni e prenotazioni, è online il sito www.progettoforme.eu, la pagina Facebook Progetto Forme e il profilo Instagram Progetto Forme.

La partecipazione a “Forme, Bergamo capitale europea dei formaggi”, consolida la missione e i valori di Fondazione Birra Moretti, che ha l’obiettivo di accrescere la cultura della birra in Italia, coerentemente con lo stile alimentare italiano e con un approccio al consumo di birra intelligente e moderato.
Per parlare di birra agli italiani, la Fondazione Birra Moretti si basa sulla partecipazione attiva delle persone – a partire da chi opera nel settore birrario, passando da chef, sommelier e ristoratori, fino alla base di appassionati di birra e a quanti ne condividono i valori.
Sul sito www.fondazionebirramoretti.it, c’è la possibilità di iscriversi e diventare “Amico della birra”, essere informati sulle sue attività, ricevere strumenti esclusivi ed accedere a esperienze di cultura birraria.

www.fondazionebirramoretti.it

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Fondazione Birra Moretti
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Matteo de Angelis – Tel. 334 6788708
m.deangelis@inc-comunicazione.it

Fondazione Birra Moretti
Presidente: Alfredo Pratolongo – @AAPratolongo
Coordinatore: Paolo Merlin

Premio Birra Moretti Grand Cru 2018-2019 – La giuria

By FBM tutti i comunicati, Premio Birra Moretti Grand Cru

16 STELLE ALLA RICERCA DEL FUTURO DELLA CUCINA D’AUTORE ITALIANA

Dopo la prima fase eliminatoria, la grande finale nel 2019

Milano, 2 luglio 2018 – La nuova formula con cui si presenta il Premio Birra Moretti Grand Cru 2018- 2019, promosso da Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Identità Golose, mette ancora più alla prova il sangue freddo dei dieci finalisti. In questa ottava edizione non sarà sufficiente affrontare una sola volta una giuria pluristellata: saranno ben due le fasi cui saranno sottoposti i giovani chef, sous chef e chef de partie under 35, l’eliminatoria di novembre 2018 e la finale nel 2019.

Il Premio Birra Moretti Grand Cru in 7 anni ha selezionato oltre 1.000 giovani chef under 35 e ne ha fatto emergere il talento. Molti di loro hanno mosso i primi passi proprio partendo dal palcoscenico del Premio, per poi ottenere riconoscimenti importanti. Solo per citarne alcuni, i vincitori delle prime tre edizioni hanno già conquistato la loro prima stella Michelin: Giuliano Baldessari, Christian Milone e Luigi Salomone.

La giuria della fase eliminatoria

Durante la fase eliminatoria – che si terrà lunedì 19 novembre, a Milano – i dieci semifinalisti dovranno preparare, di fronte a una giuria pluristellata, la ricetta che hanno presentato in fase di selezione. Gli chef dovranno affrontare il severo giudizio di una giuria di esperti eterogenea: Claudio Sadler chef del ristorante Sadler, Presidente di giuria, Nicola Dell’Agnolo, restaurant manager di Il Luogo di Aimo e Nadia, Giancarlo Morelli chef del ristorante Pomiroeu, Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose, e Alfredo Pratolongo, Presidente della Fondazione Birra Moretti. La giuria sarà chiamata a valutare le ricette presentate in base a questi criteri: presentazione del piatto, gusto, originalità, utilizzo dell’ingrediente birra, abbinamento ricetta/birra in accompagnamento, equilibrio generale e cultura birraria. Fra i dieci semifinalisti saranno selezionati i cinque giovani talenti che si sfideranno nella fase finale che si svolgerà nel 2019, su un palcoscenico internazionale. Il sesto finalista sarà nominato attraverso il voto popolare.

16 stelle in giuria per la gara finale

Non ci sarà una prova d’appello, di fronte alla giuria di 16 stelle Michelin i sei giovani talenti arrivati in finale si giocheranno il tutto per tutto. Niente più ripescaggi. Si troveranno faccia a faccia con alcuni dei nomi più importanti della ristorazione internazionale e dovranno dimostrare, ancora una volta, di poter rappresentare il futuro della ristorazione d’autore italiana. I nomi dei membri della giuria metterebbero in difficoltà colleghi ben più navigati: Claudio Sadler (da Sadler) storico Presidente della giuria, Andrea Berton (Berton), Carlo Cracco (ristorante Cracco), Davide Del Duca (Osteria Fernanda) vincitore, nel 2014, del Premio Birra Moretti Grand Cru, Nicola Dell’Agnolo (Il Luogo di Aimo e Nadia), Annie Feolde (Enoteca Pinchiorri), Giancarlo Morelli (Pomiroeu), Giancarlo Perbellini (Casa Perbellini), Alessandro Pipero (Pipero), Marco Reitano (La Pergola Hotel Rome Cavalieri) e Viviana Varese (Alice Ristorante). Accanto a loro, si riconferma l’esperienza di Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose, e Alfredo Pratolongo, Presidente della Fondazione Birra Moretti. Il vincitore si aggiudicherà un premio del valore di 10mila euro.

Mettersi in gioco per puntare alla finale

Il Premio Birra Moretti Grand Cru, nelle precedenti otto edizioni, si è dimostrato in grado di aprire le porte dell’alta ristorazione italiana a tanti giovani talenti. Per provare a essere uno dei nuovi talenti della cucina italiana, è necessario inviare, entro e non oltre il 10 settembre 2018, la propria ricetta con una delle 18 birre della famiglia Birra Moretti in abbinamento e in ricettazione. Tema della ottava edizione: “Creatività e birra a tavola”. Entro il 19 settembre, si riunirà una giuria tecnica composta da tre esperti che effettuerà una selezione delle ricette pervenute e sceglierà i dieci concorrenti che potranno accedere alla fase eliminatoria.

Qui i criteri di selezione applicati dalla giuria:

  • presentazione attraverso fotografia: è valutato l’impatto estetico del piatto fotografato che accompagna la descrizione della ricetta;
  • originalità: la giuria valuta lo slancio creativo nella elaborazione della ricetta;
  • utilizzo dell’ingrediente birra: è valutato l’utilizzo e l’ottimizzazione nella preparazione della portata;
  • abbinamento piatto/birra: è valutata la motivazione scritta della scelta dell’abbinamento;
  • dinamica di realizzazione: sono valutate le varie fasi e i processi di preparazione della ricetta giunte in forma scritta.

Il regolamento completo può essere consultato su:
www.fondazionebirramoretti.it www.birramoretti.it www.identitagolose.it.

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Premio Birra Moretti Grand Cru
Cantiere di Comunicazione – Tel. 02 87 383 180
cantiere@cantieredicomunicazione.com

Fondazione Birra Moretti
Presidente: Alfredo Pratolongo – @AAPratolongo
Coordinatore: Paolo Merlin
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3^ Ricerca: Dalla birra alle birre – 7 italiani du 10 bevono birre speciali

By FBM tutti i comunicati, Osservatorio Birra

DALLA BIRRA ALLE BIRRE: 7 ITALIANI SU 10 BEVONO BIRRE SPECIALI
PER L’82% DEGLI ITALIANI QUESTA BEVANDA È ADATTA A PIATTI DELLA DIETA MEDITERRANEA

In 10 anni cresce del 34% la base dei consumatori di birra in Italia. E accanto alla classica chiara si affermano sempre di più le cosiddette birre speciali, ormai amate dal 70% dei nostri connazionali, che le scelgono per il loro gusto alternativo e amano abbinarle ai piatti e alle ricette della dieta mediterranea. Alfredo Pratolongo, Presidente di Fondazione Birra Moretti: “Birre speciali, un mercato maturo che guarda ai foodies, che stimolano la ricerca di abbinamenti appropriati della birra a tavola”.

Cresce e si evolve la tendenza birra in Italia, come fotografato da una ricerca realizzata da DOXA per l’Osservatorio Birra Moretti. Primo indizio: aumentano gli estimatori di birra, ma sempre nel segno di un consumo moderato e responsabile. E infatti negli ultimi 10 anni la base dei consumatori di birra è cresciuta del 34% – oggi bevono birra 8 italiani su 10, erano 6 su 10 nel 2008* – mentre resta sostanzialmente invariato il consumo pro capite, 30 litri allora e 31 oggi, molto al di sotto della media europea.
Seconda prova: la voglia di birra cresce di pari passo con la curiosità di esplorarla in tutte le sue sfaccettature. Ormai il 70% degli italiani beve anche birre speciali, e cioè tutto l’universo di sapori, profumi, colori e ingredienti (dalle Ale alle Blanche, dalle Bock alle IPA e così via) che va oltre la classica birra chiara. Va detto che gli italiani non vedono questa novità in antagonismo con le Lager, ma al contrario come evoluzione di un più ampio percorso di curiosità verso il mondo della birra. E infatti, solo il 9% beve esclusivamente birre speciali, mentre il 61% del campione beve entrambe le tipologie, alternandole anche in base all’occasione di consumo.

Pratolongo: grazie alle speciali, 8 italiani su 10 hanno iniziato ad abbinare la birra con la dieta mediterranea

Secondo Alfredo Pratolongo, Presidente di Fondazione Birra Moretti, “Le birre speciali non sono più una nicchia di consumo ma uno stimolo alla crescita. Sono le birre adatte alle degustazioni con gli amici, agli abbinamenti con determinate ricette, che rispondono al meglio alle esigenze dei foodies. E i produttori hanno risposto a questa domanda proponendo sempre più variazioni sul tema birra, migliorando gli stili classici, inventando birre nuove, utilizzando gli ingredienti del territorio. Complice l’aumento delle tipologie a disposizione, ormai l’82% degli italiani pensa che le birre siano perfettamente adatte al cibo e alle ricette tipiche della dieta mediterranea. È una rivoluzione solida, basata sulla tradizionale freschezza al palato della birra a cui si sono aggiunti gusti nuovi di cui le birre speciali sono portatrici.

Italiani sperimentatori del gusto. Le birre diventano perfette per le cene speciali con gli amici

A cosa si deve questo fenomeno? Secondo la Ricerca DOXA/Osservatorio Birra, realizzata su un campione di 1.000 adulti italiani rappresentativi della popolazione maggiorenne 18-70 anni. Forse propri perché non vantiamo una cultura birraria paragonabile a quella di altri Paesi dalla tradizione brassicola più consolidata, il 77% degli intervistati si dichiara favorevole (o molto favorevole) alle sperimentazioni di nuovi ingredienti e sapori nella birra, mentre solo il 15% ritiene che il gusto della birra non dovrebbe cambiare.

Il profilo tipico dell’estimatore delle birre speciali è quello di un uomo (74%), tra i 35 e i 54 anni. Il 36% degli italiani le consuma almeno una volta a settimana, il 38% 2 o 3 volte al mese, il 15% una volta al mese. A confermare il posizionamento di birre adatte all’assaggio, le birre speciali vengono acquistate per via del sapore particolare, perché più adatte ad essere condivise con gli amici e ideali per un momenti di degustazione o sperimentazione di nuovi gusti o sapori.

Le occasioni di consumo ideali per le birre speciali ruotano attorno alla tavola: sinonimo di pranzo o cena speciale con qualcuno a cui si tiene (44%, con punte del 52% tra i 25 o i 34 anni), adatte ad abbinamenti specifici con alcuni cibi (35%) o da mettere al centro di una degustazione dopo cena (soprattutto per gli under 34).

Aumentano le occasioni di consumo casalingo di birra

Per gli italiani ogni occasione è perfetta per mangiare (o bere) bene e le birre speciali non sfuggono alla regola: il 65% le beve a casa, il 52% del campione sia a casa che fuori, il 35% solo fuori casa e il 13% solo a casa. Fuori casa è bevuta al pub (48%, soprattutto dai giovani under 34), in pizzeria (42%, soprattutto dagli over ‘55) e al ristorante (28%, soprattutto over 45). Ma le birre stanno diventando una realtà tipica anche del consumo domestico (soprattutto per gli over 55), una sfiziosa alternativa al vino da proporre alle cene con parenti o amici.

Se l’Ho.Re.Ca. ha avuto (e ha tuttora) un ruolo fondamentale nell’alfabetizzazione birraria degli italiani, è sempre più in crescita l’importanza della GDO nell’esperienza della Beer revolution. L’85% del campione ha notato che negli ultimi anni le birre speciali hanno acquisito sempre più spazio sugli scaffali dei supermercati e il 58% è molto felice di questo.
Nello scegliere una birra speciale, 1 italiano su 2 presta attenzione soprattutto al paese di provenienza (soprattutto gli over 55), alle caratteristiche della birra e al colore (specie gli under 35). Meno rilevanti sono lo stile e la gradazione alcolica (per entrambi il 34%).

www.osservatoriobirra.it
www.fondazionebirramoretti.it

L’Osservatorio Birra nasce come punto di osservazione sul mondo della birra, con l’obiettivo di analizzare il ruolo e l’impatto della filiera sul panorama economico e culturale italiano. Promosso dalla Fondazione Birra Moretti, produce analisi, studi e ricerche sul mercato, l’industria, il consumo e il futuro della bevanda più diffusa al mondo.

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Althesys Strategic Consultants è una società professionale indipendente specializzata nella consulenza strategica e nello sviluppo di conoscenze. Guidata dal professor Alessandro Marangoni, è attiva nelle aree dell’analisi strategica, della ricerca economico-finanziaria e della sostenibilità. Ha una profonda conoscenza dei settori ambientali, energetici, delle public utilities e agro-alimentari. I think tank IREX nel settore dell’energia, Top Utility nel comparto delle public utility e WAS in quello della gestione ambientale e del riciclo sono punti di riferimento e occasioni di confronto per gli operatori dei rispettivi settori. Althesys realizza studi e ricerche a livello nazionale e internazionale per conto di primarie imprese e istituzioni.

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Fondazione Birra Moretti
Presidente: Alfredo Pratolongo – @AAPratolongo
Paolo Merlin
Savino Dicorato

(*): elaborazioni Osservatorio Birra Moretti su dati Doxa “gli italiani e le birre speciali 2018” e ricerca Makno/AssoBirra “Gli italiani e la birra 2008”

Premio Birra Moretti Grand Cru 2018-2019

By FBM tutti i comunicati, Premio Birra Moretti Grand Cru

PREMIO BIRRA MORETTI GRAND CRU 2018-2019 AL VIA L’OTTAVA EDIZIONE

Il concorso promosso da Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Identità Golose torna con una nuova formula ancora più avvincente.

Milano, 2 maggio 2018 – Al via il Premio Birra Moretti Grand Cru 2018-2019, la prima e più importante piattaforma di talent scouting dell’alta ristorazione italiana che si presenta con una formula completamente rinnovata. Il Premio è promosso da Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Identità Golose.

La nuova formula prevede l’introduzione di una fase eliminatoria – alla presenza di una giuria pluristellata – con 10 semifinalisti, dalla quale verranno selezionati i cinque giovani talenti che si sfideranno nella fase finale che si svolgerà nel 2019, su un palcoscenico internazionale. Il sesto finalista sarà ripescato attraverso il voto popolare. Inoltre, da quest’anno potranno accedere alla selezione, oltre agli chef e ai sous chef, anche gli chef de partie under 35.

A caccia dei 10 semifinalisti

Entro e non oltre il 10 settembre 2018 i partecipanti dovranno inviare la propria ricetta con una delle 18 birre della famiglia Birra Moretti in abbinamento e in ricettazione, sprigionando il proprio estro sul tema: “Creatività e birra a tavola”. Entro il 19 settembre, si riunirà una giuria tecnica composta da tre esperti che effettuerà una selezione delle ricette pervenute e sceglierà i dieci concorrenti che potranno accedere alla fase successiva del concorso, l’eliminatoria.

Qui i criteri di selezione applicati dalla giuria:

  • presentazione attraverso fotografia: è valutato l’impatto estetico del piatto fotografato che accompagna la descrizione della ricetta;
  • originalità: la giuria valuta lo slancio creativo nella elaborazione della ricetta;
  • utilizzo dell’ingrediente birra: è valutato l’utilizzo e l’ottimizzazione nella preparazione della portata;
  • abbinamento piatto/birra: è valutata la motivazione scritta della scelta dell’abbinamento;
  • dinamica di realizzazione: sono valutate le varie fasi e i processi di preparazione della ricetta giunte in forma scritta.

L’eliminatoria: da 10 a 5 finalisti…

Nella seconda fase si apre la sfida nella sfida: lunedì 19 novembre 2018, a Milano, i dieci semifinalisti ammessi alla fase eliminatoria dovranno preparare, di fronte a una giuria pluristellata, la ricetta che hanno presentato in fase di selezione. È la prima volta che i finalisti si troveranno ad affrontare una eliminatoria, una fase importante che permetterà ai giurati di valutare con ancora più attenzione la preparazione dei giovani talenti in gara. Le ricette saranno valutate in base a questi criteri: presentazione del piatto, gusto, originalità, utilizzo dell’ingrediente birra, abbinamento ricetta/birra in accompagnamento, equilibrio generale e cultura birraria.

Il voto popolare e il ripescaggio: da 5 a 6 finalisti

Per i cinque eliminati non tutto è perduto: la propria ricetta, presentata in un video caricato su una piattaforma dedicata all’interno del sito www.identitagolose.it, potrà essere votata on line (dalle ore 9:00 del 26 novembre 2018 alle ore 24:00 del 14 dicembre 2018). Il concorrente che avrà ottenuto il maggior numero di voti potrà partecipare alla finale, insieme ai primi cinque chef selezionati dalla giuria durante l’eliminatoria. Anche questa ricetta potrà essere rivotata on line per concorrere al riconoscimento del voto popolare. Entro il 10 gennaio 2019 sarà comunicato il nominativo del sesto finalista. È chiara l’intenzione di dare, attraverso il voto popolare, sempre più importanza anche ai gusti dei consumatori, offrendo loro l’opportunità di ripescare un giovane chef la cui ricetta risulti particolarmente interessante.

La finale: splende la prossima stella della cucina italiana

I sei finalisti selezionati – cinque dalla giuria e uno dal voto on line – potranno far votare su un minisito dedicato sulla piattaforma www.identitagolose.it la propria ricetta e partecipare alla finale del concorso. In palio, un premio del valore di 10mila euro. Le video ricette potranno essere votate dalle ore 9:00 del 16 gennaio 2019 alle ore 24:00 del 15 febbraio 2019. Chi otterrà più voti riceverà il premio “Voto del pubblico”.

I sei chef dovranno preparare live la ricetta che li ha portati in finale di fronte alla giuria pluristellata e al pubblico presente durante l’evento. I primi nomi certi – Claudio Sadler (da Sadler) storico Presidente della giuria, Andrea Berton (Berton), Carlo Cracco (ristorante Cracco), Nicola Dell’Agnolo (Il Luogo di Aimo e Nadia), Annie Feolde (Enoteca Pinchiorri), Giancarlo Morelli (Pomiroeu), Giancarlo Perbellini (Casa Perbellini), Alessandro Pipero (ristorante Pipero) e Marco Reitano (La Pergola Hotel Rome Cavalieri) – danno la dimensione di quanto la finale richieda concentrazione e impegno per cercare di conquistare alcuni fra i migliori chef e sommelier d’Italia.

Un Premio che cambia la vita

Il Premio Birra Moretti Grand Cru si è dimostrato in grado di aprire le porte dell’alta ristorazione italiana a tanti giovani talenti. Sono oltre mille gli chef che, in questi anni, si sono messi in gioco e, molti di loro, hanno ottenuto importanti riconoscimenti dalle più accreditate guide nazionali. I vincitori delle prime tre edizioni del Premio hanno già conquistato la loro prima stella Michelin: Giuliano Baldessari, Luigi Salomone e Christian Milone. Talenti indiscussi, oggi, che ieri hanno mosso i primi passi proprio di fronte alla giuria pluristellata del Premio.

Ed è proprio questo, far emergere il talento, uno degli obiettivi della Fondazione Birra Moretti che, grazie al Premio Birra Moretti Grand Cru, è in grado di offrire una concreta opportunità ai giovani talenti di mettersi in luce davanti ai più importanti chef del panorama italiano.

Questo concorso, negli anni, è stato in grado di promuovere la cultura e il ruolo della birra nell’alta ristorazione – favorendo il consumo a tavola in abbinamento ai piatti della cucina italiana (e non) – e portando innovazione all’intero comparto del food&beverage.

Il Regolamento completo può essere consultato su: www.fondazionebirramoretti.itwww.birramoretti.itwww.identitagolose.it.

 

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A Giancarlo Morelli il Premio Birra in Cucina 2018

By FBM tutti i comunicati, Premio Birra Moretti Grand Cru

A IDENTITÀ GOLOSE L’INGREDIENTE DEL SUCCESSO È LA BIRRA. A GIANCARLO MORELLI IL PREMIO BIRRA IN CUCINA

Allo chef del Pomiroeu il premio per l’utilizzo innovativo della birra in cucina. Presentata parte della giuria della nuova edizione del Premio Birra Moretti Grand Cru.

Milano, 6 marzo 2018 – Undici edizioni che hanno incoronato, negli anni, alcuni dei più importanti chef della cucina d’autore del panorama internazionale per l’utilizzo innovativo della birra in abbinamento ai piatti o in ricettazione. È questo il Premio Birra in Cucina che torna, anche quest’anno, sul palco di Identità Golose e premia Giancarlo Morelli, chef del ristorante Pomiroeu di Seregno (MB). I concetti su cui si fonda sull’eccellenza della cucina dello chef Morelli, gusto e convivialità, sono molto vicini alla concezione di birra a tavola che Birra Moretti promuove coerente con lo stile alimentare italiano.

A consegnare il riconoscimento, Alfredo Pratolongo, Presidente della Fondazione Birra Moretti, che ha sottolineato come questo premio rappresenti una tappa importante del percorso di valorizzazione della cultura della birra a tavola.

«Il nostro impegno, negli anni, ha sempre più fatto leva su tre concetti fondamentali: cultura, ricerca e talento. La cultura è il pilastro su cui si fonda il lavoro della Fondazione Birra Moretti che promuove la cultura della birra a tavola. La ricerca è alla base dell’innovazione che ha permesso a Birra Moretti di diventare, in 159 anni, il brand di birra più premiato in Italia, con una famiglia di 18 specialità, in rappresentanza dei principali stili birrari. Il talento è un valore in cui crediamo fortemente e sul quale abbiamo costruito, in collaborazione con Identità Golose, il nostro progetto più importante: Il Premio Birra Moretti Grand Cru. Cultura, ricerca e talento sono anche alla base del Premio Birra in Cucina che assegniamo oggi a Giancarlo Morelli, un grande chef con cui abbiamo avuto l’opportunità di iniziare a collaborare lo scorso anno proprio grazie al Premio» – racconta Alfredo Pratolongo.

Il conferimento del Premio Birra in Cucina è stato anche l’occasione per presentare parte della giuria della prossima edizione del Premio Birra Moretti Grand Cru, un progetto che verrà completamente rinnovato nella forma e nei contenuti. Insieme a Giancarlo Morelli, quindi, hanno già confermato la propria disponibilità Claudio Sadler (da Sadler) storico Presidente della giuria, Andrea Berton (Berton), Carlo Cracco (ristorante Cracco), Nicola Dell’Agnolo (Il Luogo di Aimo e Nadia), Annie Feolde (Enoteca Pinchiorri), Giancarlo Perbellini (Casa Perbellini), Alessandro Pipero (ristorante Pipero) e Marco Reitano (La Pergola Hotel Rome Cavalieri).

Giancarlo Morelli

La vita dello chef Giancarlo Morelli è da sempre votata alla cucina. Essere un cuoco non era solo un desiderio e un obiettivo, ma quasi una missione oltre che un’opportunità per lasciare le valli bergamasche in cui è nato, e conoscere il mondo. Per questo, dopo il diploma all’alberghiero, i primi passi professionali di Morelli sono negli Stati Uniti e a bordo della Pacific Princess. È nel 1993 che apre il suo ristorante Pomiroeu a Seregno che conquista, nel 2009, la prestigiosa stella Michelin. Nel 2014 inizia a occuparsi della gestione estiva del Phi Beach in Costa Smeralda. La cucina dello chef bergamasco si fonda su due concetti imprescindibili: il gusto e la convivialità. È su questa scia che, nel 2016, Giancarlo Morelli apre la Trattoria Trombetta e, sempre a Milano, inaugura uno spazio di mille mq all’interno del nuovo Hotel Viu con Morelli, il ristorante gourmet, e Bulk, il Mixology Food Bar. Dal 2017 è giurato del Premio Birra Moretti Grand Cru.

L’albo d’oro del Premio Birra in cucina

2008: Moreno Cedroni, chef La Madonnina del Pescatore (Senigallia – AN)
2009: Emanuele Scarello, chef Agli Amici (UD)
2010: Davide Oldani, chef D’O (Cornaredo – MI)
2011: Marco Stabile, chef Ora d’Aria (FI)
2012: Claudio Sadler, chef Sadler (MI)
2013: Fabio Barbaglini, ex chef Antica Osteria del Ponte (Cassinetta di Lugagnano – MI)
2014: Stefano Ciotti, chef Urbino dei Laghi e Naturalmente Pizza (San Giacomo in Foglia – PU)
2015: Daniel Burns, chef Luksus di Brooklyn
2016: Eugenio Boer, chef Essenza (MI)
2017: Giovanni Sorrentino, chef I gerani (Santa Maria la Carità – NA)

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Birra Moretti nasce nel 1859 a Udine nella “Fabbrica di Birra e Ghiaccio” fondata da Luigi Moretti. Apprezzata da subito in tutto il Friuli Venezia Giulia, diventa in pochi decenni una birra nazionale. Esportata in oltre 40 Paesi nel mondo – fra cui gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, il Canada e il Giappone – Birra Moretti continua a essere universalmente riconosciuta anche in contesti internazionali da esperti del settore provenienti da tutto il mondo. I più recenti riconoscimenti sono stati assegnati alle specialità della famiglia Birra Moretti in occasione del Brands Award, a luglio 2017. Birra Moretti è disponibile sul canale Modern Trade e Ho.Re.Ca. nelle versioni Birra Moretti Ricetta Originale, Birra Moretti Baffo d’Oro, Birra Moretti La Rossa, Birra Moretti Doppio Malto, Birra Moretti La Bianca (2016), Birra Moretti Zero, Birra Moretti Grand Cru, Birra Moretti Grani Antichi (2016) e Birra Moretti Lunga Maturazione (2016), la gamma Birra Moretti Le Regionali: Birra Moretti alla Pugliese (2016) e Birra Moretti alla Lucana (2016) che si aggiungono a Birra Moretti alla Friulana, Birra Moretti alla Siciliana, Birra Moretti alla Piemontese, Birra Moretti alla Toscana e la gamma Radler: Birra Moretti Radler Limone, Birra Moretti Radler Chinotto, Birra Moretti Radler Gazzosa.

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Premio Birra Moretti Grand Cru
Cantiere di Comunicazione – Tel. 02 87 383 180
cantiere@cantieredicomunicazione.com

Ufficio stampa Fondazione Birra Moretti
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
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HEINEKEN Italia
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Paolo Merlin – Tel. 02 27076963
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I talenti della cucina d’autore protagonisti da Birra Moretti a Identità Golose 2018

By FBM tutti i comunicati, Premio Birra Moretti Grand Cru

I TALENTI DELLA CUCINA D’AUTORE PROTAGONISTI DA BIRRA MORETTI A IDENTITÀ GOLOSE

Incontri con i vincitori del Premio Birra Moretti Grand Cru e i grandi nomi della cucina italiana, lezioni sulla cultura della birra e degustazioni, organizzati in collaborazione con Fondazione Birra Moretti

Milano, 3/4/5 marzo 2018 – Qual è l’elemento comune di tante storie di successo? Il talento, la perseveranza di puntare a un obiettivo e perseguirlo finché non lo si raggiunge. E sono queste storie di successo che Birra Moretti e Fondazione Birra Moretti racconteranno, dal 3 al 5 marzo, durante la tre giorni di Identità Golose.

Un fitto programma di incontri e attività che coinvolgeranno alcuni dei protagonisti delle passate edizioni del Premio Birra Moretti Grand Cru, chef, sommelier ed esperti per parlare di cultura della birra, partendo proprio dai racconti di chi, anche grazie alla birra, sta raccogliendo successi e riconoscimenti. Un’occasione importante per avviare un confronto e capire qual è lo stato dell’arte della birra a tavola.

Storie di talento e successo: a tu per tu con i protagonisti della cucina d’autore

Il calendario degli appuntamenti promossi da Fondazione Birra Moretti si apre e si chiude con due giovani talenti usciti dalle fila del Premio Birra Moretti Grand Cru: Solaika Marrocco e Riccardo Gaspari, due vincitori che racconteranno il percorso che li ha portati a essere considerati fra le più promettenti promesse della cucina italiana. Vera e propria piattaforma di scouting, il concorso ogni anno mette alla prova tanti talenti culinari invitandoli a ideare piatti utilizzando la birra fra gli ingredienti e in abbinamento. Il tutto in piena sintonia con la missione della Fondazione Birra Moretti che ha l’obiettivo principale di diffondere la cultura “mediterranea” della birra a tavola nel segno di un consumo intelligente e moderato. Insieme a loro, nomi di rilievo quali Nino di Costanzo, Michelangelo Mammoliti e Marco Stabile, chef stellati che, con la propria personalità ed esperienza, hanno saputo valorizzare la birra nella ristorazione di qualità.

Accanto agli chef, la competenza dei sommelier di Noi di Sala, l’associazione dei professionisti di sala e di cantina, partner della Fondazione, che valorizzeranno il ruolo delle birre a tavola. Un confronto aperto e vivace, con i protagonisti della cucina d’autore.

Questo il calendario degli appuntamenti:

Premio Birra Moretti Grand Cru: nuovi talenti crescono
sabato 3, ore 11:30 e ore 13:00: incontro con Solaika Marrocco chef del Primo Restaurant di Lecce, vincitrice del Premio Birra Moretti Grand Cru 2017, preparerà: Turcinieddhi glassati alla birra, con marmellata di cipolla all’arancia, critmi in tempura e infuso di luppolo preparati con Birra Moretti La Rossa, proposta in abbinamento a Birra Moretti La Bianca. L’abbinamento sarà raccontato da Davide Merlini sommelier dell’Hotel De Russie di Roma.

Premio Birra in cucina: birra, l’ingrediente del successo
sabato 3, ore 15:00 e ore 16:30: incontro con Michelangelo Mammoliti chef de La Madernassa Resort (1 stella Michelin) di Guarene (CN), vincitore del Premio Birra in Cucina 2017, presenterà: “Karma – Spaghetti cotti in un’estrazione di pizza ai peperoni e acciughe”, in abbinamento Birra Moretti Grand Cru e: “Il Mio Piemonte – Cremoso di zucca e birra, croccante di semi e finocchio selvatico, in abbinamento a Birra Moretti alla Toscana. Con lui, Davide Merlini sommelier dell’Hotel De Russie di Roma.

• Premio Birra in cucina: birra, l’ingrediente del successo
domenica 4, ore 14:30 e ore 16:00: incontro con Marco Stabile chef del Ristorante Ora d’Aria (1 stella Michelin) di Firenze, vincitore del Premio Birra in Cucina 2011, preparerà: “Seppia a lunga maturazione” in abbinamento a Birra Moretti Lunga Maturazione. Con lui, Valentina Bertini sommelier della Terrazza Gallia by Cerea at Excelsior Hotel Gallia.

Premio Birra Moretti Grand Cru: come raggiungere le stelle
lunedì 5, ore 11:30 – 13:00: incontro con Nino di Costanzo chef del Danì Maison (2 stelle Michelin) di Ischia (NA), giurato del Premio Birra Moretti Grand Cru 2012, proporrà in degustazione Pollo alla cacciatora, proposto con Birra Moretti Lunga Maturazione. L’abbinamento sarà raccontato da Walter Meccia sommelier del Four Seasons di Firenze.

Premio Birra Moretti Grand Cru: il talento di vincere con la birra
lunedì 5, ore 14:30 – 16:00: incontro con Riccardo Gaspari chef di El Brite de Larieto di Cortina d’Ampezzo (BL), vincitore del Premio Birra Moretti Grand Cru 2015, presenterà: Guazzetto di birra e ceci preparato con Birra Moretti Lunga Maturazione, in abbinamento a Birra Moretti ala Toscana. L’abbinamento sarà raccontato da Marco Reitano, sommelier de La Pergola Hotel Rome Cavalieri, Roma.

Gli stili birrari: conoscerli, distinguerli, apprezzarli. Il primo passo del bere consapevole

In Sala Gialla, domenica 4, alle 17:00, Paolo Merlin, coordinatore di Fondazione Birra Moretti, terrà una lezione sulla birra in cui parlerà di stili birrari, ingredienti e corretto servizio, e guiderà una degustazione di: Birra Moretti La Rossa, la bock all’italiana, Birra Moretti La Bianca, la weiss all’italiana, e la ale Birra Moretti Lunga Maturazione. Con le sue 18 birre, quella di Birra Moretti è una famiglia in grado di rappresentare al meglio i principali stili birrari e soddisfare, per varietà e formato, le diverse esigenze degli amanti della birra. Tutte le birre Birra Moretti sono caratterizzate da un inconfondibile stile italiano, da materie prime selezionate e da ingredienti di alta qualità.

Il “Premio Birra in cucina”

Lunedì 5 marzo, alle ore 15:45, all’interno della Sala Auditorium, Alfredo Pratolongo Presidente della Fondazione Birra Moretti, sarà chiamato sul palco per consegnare il Premio Birra in Cucina, promosso da Fondazione Birra Moretti. Uno speciale riconoscimento che decreta lo chef che ha saputo meglio valorizzare in chiave innovativa la birra a tavola, in abbinamento o nella ricetta, dando il proprio contributo alla diffusione della cultura della birra in Italia. In questa occasione si parlerà della nuova veste del Premio Birra Moretti Grand Cru che verrà presentato, ufficialmente, ad aprile 2018.

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Birra Moretti nasce nel 1859 a Udine nella “Fabbrica di Birra e Ghiaccio” fondata da Luigi Moretti. Apprezzata da subito in tutto il Friuli Venezia Giulia, diventa in pochi decenni una birra nazionale. Esportata in oltre 40 Paesi nel mondo – fra cui gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, il Canada e il Giappone – Birra Moretti continua a essere universalmente riconosciuta anche in contesti internazionali da esperti del settore provenienti da tutto il mondo. I più recenti riconoscimenti sono stati assegnati alle specialità della famiglia Birra Moretti in occasione del Brands Award, a luglio 2017. Birra Moretti è disponibile sul canale Modern Trade e Ho.Re.Ca. nelle versioni Birra Moretti Ricetta Originale, Birra Moretti Baffo d’Oro, Birra Moretti La Rossa, Birra Moretti Doppio Malto, Birra Moretti La Bianca (2016), Birra Moretti Zero, Birra Moretti Grand Cru, Birra Moretti Grani Antichi (2016) e Birra Moretti Lunga Maturazione (2016), la gamma Birra Moretti Le Regionali: Birra Moretti alla Pugliese (2016) e Birra Moretti alla Lucana (2016) che si aggiungono a Birra Moretti alla Friulana, Birra Moretti alla Siciliana, Birra Moretti alla Piemontese, Birra Moretti alla Toscana e la gamma Radler: Birra Moretti Radler Limone, Birra Moretti Radler Chinotto, Birra Moretti Radler Gazzosa.

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra intelligente e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

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2^ Ricerca: Famiglie e birra, la spina dorsale dei consumi fuori casa in Italia

By FBM tutti i comunicati, Osservatorio Birra

L’Osservatorio Birra promosso dalla Fondazione Birra Moretti accende i riflettori sui luoghi di consumo fuori casa, punto di forza per imprese familiari e socialità.

La birra genera 6 miliardi di euro l’anno per bar e ristoranti (7,8% del giro d’affari).

Milano, 17 novembre 2017 – Ereditato dal vocabolario francese e acronimo di Hôtellerie, Restaurant e Café (o Catering secondo alcuni), il termine Ho.Re.Ca. identifica quel settore commerciale che accorpa tutti gli esercizi pubblici preposti alla preparazione e alla somministrazione di alimenti e bevande. Una galassia, qui in Italia, costituita da oltre 325.000 punti di consumo e capace di far registrare numeri molto importanti nei conti del Paese. Ma anche un ambito di riferimento per le dinamiche sociali che alimentano il nostro vivere quotidiano e di cui tutti noi abbiamo esperienza. Già nel 1989, lo studioso statunitense Ray Oldenburg definì il mondo dell’Ho.Re.Ca. il “Terzo Luogo”, ovvero quel contesto in cui l’essere umano, dopo il guscio della famiglia e le inquadrature del lavoro, (ri)trova il senso della comunità ed esprime il suo spirito conviviale. “Un territorio neutrale, il cui accesso è facile e gradevole e dove la principale attività che vi si svolge è quella del conversare”.

È proprio sotto questa doppia lente, economico-sociale, che vanno letti i risultati del nuovo studio “Famiglie e birra, la spina dorsale dei consumi fuori casa in Italia” condotto da Althesys per conto dell’Osservatorio Birra e promosso da Fondazione Birra Moretti, Fondazione di partecipazione costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa al fine di contribuire alla crescita della cultura della birra in Italia.

Un dato di partenza: per le famiglie italiane la quinta voce di spesa è rappresentata proprio dai consumi in servizi di ristorazione che ammontano a circa 76,4 miliardi di euro (anno 2015 – fonte FIPE/Federazione Italiana Pubblici Esercizi su dati ISTAT). Cifra importante che ha inciso per il 7,6% sull’ammontare complessivo dei consumi e per ben il 34,6% sul totale dei consumi per generi alimentari e bevande.

Fonte: ISTAT

IL GIRO D’AFFARI DEL SETTORE HO.RE.CA. IN ITALIA
Dati alla mano, il mercato italiano dei servizi di ristorazione ha dimostrato di essersi opposto alla complessa congiuntura economica. La crisi ha inciso negativamente sui consumi di generi alimentari (facendo registrare un -18,7 miliardi di euro di consumi tra il 2007 e il 2015) ma il suo impatto ha colpito quasi esclusivamente i consumi domestici (-18,3 miliardi di euro, ovvero il 98,2% del calo complessivo). L’Ho.Re.Ca., invece, è rimasta stabile e le spese destinate ai servizi di ristorazione nello stesso periodo sono calate in maniera marginale (-344 milioni di euro).

È questo un andamento tutto italiano, in netta controtendenza rispetto a buona parte del resto d’Europa dove il calo dei consumi alimentari ha riguardato quasi esclusivamente il comparto dei consumi fuori casa (fonte FIPE su dati Eurostat).
A conferma di ciò, la ricerca evidenzia che nel 2016 il 77,1% degli italiani ha consumato, più o meno abitualmente, cibi e bevande nei locali di ristorazione. Attitudine, questa, più maschile che femminile: c’è infatti una prevalenza di uomini (53,9%) nella categoria Heavy Consumer (4-5 pasti a settimana).

Numeri significativi anche sul fronte dell’occupazione: in Italia sono oltre 687.000 i lavoratori dipendenti direttamente impiagati negli esercizi commerciali (ben 325.110, come detto) della galassia Horeca (dati 2015 – fonte FIPE).

UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA FAMIGLIA
Con i suoi 48 punti di consumo ogni 10.000 abitanti, il comparto dell’Ho.Re.Ca. italiano è uno dei più frammentati d’Europa (fonte Euromonitor). In Francia (23 pdc), Germania (24), Regno Unito (25) i numeri sono decisamente inferiori. È solo in Spagna che lo scenario appare più affollato del nostro (62).

Puntiamo la lente e vediamo i parziali: la categoria ristoranti (che accorpa anche le pasticcerie e le gelaterie) rappresenta il 53,1% del totale degli esercizi commerciali, i bar sono il 45,9% mentre il restante 1% include tutte le strutture preposte alla ristorazione collettiva (come ad esempio le mense aziendali). Dal punto di vista geografico, la distribuzione degli esercizi si presenta abbastanza omogenea: il 32% è ubicato nel Sud/Isole, il 27% nel Nord Ovest del Paese, il 21% al Centro e il 20% nel Nord Est.

Il nostro mercato è anche quello dove opera il minor numero di catene (5,4%). È questo un dato interessante, utile per inquadrarne meglio le dinamiche, soprattutto se comparato con quelli della Francia e della Germania (paesi in cui tale valore si attesta intorno al 28,5%) o del Regno Unito (37,7%).

La presenza di un elevato numero di imprese dalle dimensioni ridotte si traduce anche in forme giuridiche snelle: oltre la metà degli esercizi commerciali è composta da ditte individuali mentre il 32,4% da società di persone. Molto ridotto, di conseguenza, appare il peso delle società di capitali (15,2%). È dunque una gestione tendenzialmente familiare quella che caratterizza le imprese del settore Ho.Re.Ca. italiano: il titolare e i suoi più stretti parenti sono direttamente coinvolti in esse, godendone in prima persona i frutti e le fortune.
La famiglia d’altro canto, ribaltando la visuale dal versante produttivo a quello dei consumi, è anche uno dei principali target di riferimento per i servizi offerti dagli operatori dell’intero comparto della ristorazione fuori casa.

LA BIRRA ACCENDE LA SPINA
Il settore dell’Ho.Re.Ca. italiano è in salute e i numeri lo dimostrano. In tutto questo la birra recita un ruolo decisamente incisivo. Con un focus mirato, lo studio evidenzia come attraverso i canali Ho.Re.Ca., lungo tutto il Paese, ne sono stati venduti circa 7,8 milioni di ettolitri (dati 2015). Uno spumeggiante fiume in piena capace di generare quasi 6 miliardi di euro per gli esercenti, ovvero circa il 7,8% dei loro ricavi complessivi.

Tali volumi, continuando a ragionare in termini di ettolitri venduti, rappresentano circa il 41,5% dei consumi complessivi di birra in Italia (fonte Assobirra) e, seppur inferiori a quelli riconducibili alle vendite del circuito off-trade (quello dei supermercati e degli ipermercati, per intenderci), generano quasi il 75% dei ricavi totali del mercato birrario italiano.
Il maggior prezzo che i consumatori riconoscono nell’acquistare una birra in un bar, in un ristorante o in una pizzeria ripaga abbondantemente quel valore esperienziale e relazionale connesso al piacere di gustare un buon prodotto fuori casa, in un luogo ameno e magari in compagnia di persone care. Per dirla con le parole di Oldenburg: al desiderio di vivere fino in fondo la convivialità del Terzo Luogo.

La vendita è solo l’ultimo stadio di un processo che, nei canali Ho.Re.Ca., investe numerosi attori lungo una catena che passa dalla fornitura di materia prima alla produzione, dalla logistica alla distribuzione e, infine, alla vendita. Il valore aggiunto generato annualmente dall’intera filiera della birra destinata all’Ho.Re.Ca. è di oltre 2 miliardi di euro (l’80% è imputabile alla vendita finale).

LA BIRRA GENERA OCCUPAZIONE (SOPRATTUTTO GIOVANILE)
La birra è leva importante anche in termini occupazionali. Lungo l’intera filiera di produzione, distribuzione e vendita di birra destinata al canale Ho.Re.Ca., i lavoratori dipendenti ricollegabili al prodotto birra sono infatti quasi 75.400 (ovvero poco più del 10% del totale dei lavoratori dipendenti dell’intero comparto in Italia). Di questi circa 69.700 sono quelli riconducibili alla fase della vendita, che ancora una volta si dimostra la più significativa dell’intera catena.

Il trend è incoraggiante: dal 2009 al 2015 il numero di lavoratori dipendenti di esercizi Horeca direttamente connessi al consumo di birra è aumentato di circa 8.000 unità (+13%). E a beneficiarne sono stati soprattutto i giovani. Nel 2015 il 33,7% dei lavoratori dipendenti del settore della ristorazione aveva meno di 30 anni e l’82,8% meno di 50 anni (fonte ISTAT).

FACCIAMOCI UNA BIRRA…
La vendita di birra ha dunque un peso significativo sull’intero segmento Ho.Re.Ca. Entrando nel dettaglio, lo studio ha stimato il peso che ricopre in termini di ricavi per i due segmenti più significativi: quello dei bar e quello dei ristoranti. Sono stati circa 222.900 gli esercizi considerati (di cui il 51,5% bar e il 48,5% ristoranti) con un fatturato complessivo di circa 51,3 miliardi di euro.
Per entrambi i segmenti sono poi stati individuati diversi cluster di suddivisione: 4 per i bar (breakfast, lunch, non specializzati, bar serali) e 5 per i ristoranti (trattoria tradizionale, only pizza, top & gourmet, grandi multipurpose, smart).

… AL BAR O AL RISTORANTE
Per i 114.720 bar presi in considerazione, i ricavi da vendita di birra sono stati stimati in 1,962 miliardi di euro, pari all’11% delle loro vendite totali. Il cluster bar serali è quello in cui la birra fa registrare il peso maggiore sulle vendite complessive (27,5%, che diventa 50% per i bar birreria). Questa specifica categoria, a cui afferiscono i pub e i locali di tendenza, pur se in termini numerici rappresenti solo il 7,2% degli esercizi commerciali, ha una grande valenza dal punto di vista economico in quanto genera il 30% dei ricavi da birra per l’intero segmento bar.

IL PESO DELLA BIRRA PER LE DIFFERENTI TIPOLOGIE DI BAR INDIPENDENTI

Fonte: elaborazione Althesys su dati TradeLab e Agenzia delle Entrate

Per i 108.163 ristoranti considerati, i ricavi connessi direttamente alla vendita di birra sono stimati in 2,339 miliardi di euro pari al 7% delle vendite totali.

IL PESO DELLA BIRRA PER LE DIFFERENTI TIPOLOGIE DI RISTORANTI INDIPENDENTI

Fonte: elaborazione Althesys su dati TradeLab e Agenzia delle Entrate

In chiusura di indagine arriva una conferma. Nel segmento ristoranti, la sottocategoria in cui la birra ha il peso specifico maggiore è quella delle pizzerie, dove incide direttamente sulle vendite per una quota pari all’11%. E non a caso le stesse pizzerie all’interno dell’intero comparto ristoranti, pur se contribuiscono solo per il 6,7% all’ammontare complessivo dei ricavi, hanno una quota superiore al 10% in termini di volumi di birra venduta.

www.osservatoriobirra.it
www.fondazionebirramoretti.it

L’Osservatorio Birra rappresenta un punto di osservazione sul mondo della birra, con l’obiettivo di analizzare il ruolo e l’impatto della filiera sul panorama economico e culturale italiano. Promosso dalla Fondazione Birra Moretti, nel 2017 ha prodotto tre studi: “La Primavera della birra” (aprile 2017), un lavoro basato sull’analisi e la rielaborazione dei dati economici e reputazionali provenienti da fonti ufficiali; “Birra valore condiviso” (maggio 2017), analisi che ha stimato la creazione di valore condiviso che il settore ha generato nel nostro Paese nel 2015, esaminandone gli impatti sul sistema economico nazionale e sui consumatori; “Birra e famiglie, la spina dorsale dei consumi fuori casa in Italia” (novembre 2017), indagine sul settore Horeca e il valore aggiunto generato dalla vendita di birra.

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo, ai fini del raggiungimento di finalità di pubblica utilità, di migliorare la cultura della birra in Italia, attraverso la diffusione della cultura della birra a tavola, lavorando su driver che generano un impatto positivo sulla vita culturale, economica e sociale del nostro Paese. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione che si basa sulla partecipazione di coloro che condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

Althesys Strategic Consultants è una società professionale indipendente specializzata nella consulenza strategica e nello sviluppo di conoscenze. Guidata dal professor Alessandro Marangoni, è attiva nelle aree dell’analisi strategica, della ricerca economico-finanziaria e della sostenibilità. Ha una profonda conoscenza dei settori ambientali, energetici, delle public utilities e agro-alimentari. I think tank IREX nel settore dell’energia, Top Utility nel comparto delle public utility e WAS in quello della gestione ambientale e del riciclo sono punti di riferimento e occasioni di confronto per gli operatori dei rispettivi settori. Althesys realizza studi e ricerche a livello nazionale e internazionale per conto di primarie imprese e istituzioni.

Per informazioni:
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Fondazione Birra Moretti
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1^ Ricerca: Sboccia in Italia la primavera della Birra

By FBM tutti i comunicati, Osservatorio Birra

Il comparto nel nostro Paese è in crescita e la birra è sempre più apprezzata dagli italiani.
A rivelarlo lo studio “La birra piace sempre pù agli italiani” promosso dall’Osservatorio Birra della Fondazione Birra Moretti.

Milano, 22 maggio 2017 – Il comparto birrario in Italia è in salute, lancia incoraggianti segnali di crescita in ogni segmento e lascia intravedere interessanti opportunità imprenditoriali. Marciando sui binari di un trend positivo, vive oggi – in sincronia con il calendario – un suo spiraglio di Primavera (con fiori pronti a trasformarsi in frutti se non subentrano brusche gelate), una fase di slancio capace di offrire nuove opportunità di sviluppo all’intero Sistema Italia.

A evidenziarlo sono i dati rielaborati e sintetizzati da Althesys nello studio dal titolo “La birra piace sempre più agli italiani”, condotto per conto dell’Osservatorio Birra della Fondazione Birra Moretti, Fondazione di partecipazione costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa al fine di contribuire alla crescita della cultura della birra in Italia. Il lavoro, basato sull’analisi e la rielaborazione dei dati economici disponibili provenienti da fonti ufficiali, rappresenta il primo contributo dell’Osservatorio per una maggiore e migliore conoscenza del settore e delle sue potenzialità che anticipa i contenuti del I Rapporto di sintesi “Birra valore condiviso” presentati oggi, in occasione di HEINEKEN Incontra.

GLI ITALIANI BEVONO PIÙ BIRRA (CRESCE IL CONSUMO PRO-CAPITE)
Partiamo da un dato di fatto: la birra cresce perchè piace sempre di più agli italiani. Il primo indicatore arriva dal fronte consumi che nel 2016 esprime un complessivo +1,6% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 19 milioni di ettolitri a livello nazionale. L’andamento è in crescita anche a livello procapite: la birra trova sempre più consensi e sono saliti a 31,5 i litri/anno bevuti mediamente dagli italiani (erano 30,8 nel 2015). Si è così superato il valore record di 31,1 litri per abitante fatto registrare nel 2007, ovvero in lontani tempi pre-crisi (Figura 1).

LA BIRRA RESISTE ALLA CRISI E CRESCE PIÙ DEGLI ALIMENTI
Allargando lo sguardo agli ultimi 5 anni, si nota come il mercato della birra, lungo tutto lo Stivale, abbia ricominciato a sorridere a partire dal 2012 nonostante la stagnante congiuntura economica. Questa ripresa (che ha visto il suo picco nel biennio 2014-2015 con un +5,5%) è ancora più evidente se messa a confronto con l’andamento dei consumi delle famiglie: dal 2012 al 2016, a fronte di una significativa diminuzione della spesa media, e soprattutto di quella relativa ai generi alimentari, il consumo di birra è cresciuto dell’8,9% (Figura 2).

I ❤︎ BIRRA
La crescita è anche una questione di reputazione e immagine. Apprezzata più del vino, la birra viene sempre più spesso considerata, anche dai palati particolarmente esigenti, come un prodotto di qualità, capace di accompagnare anche i menù più raffinati proposti dai grandi chef stellati. Non a caso l’Italia è il Paese europeo dove il livello di reputazione della birra è più alto. I nostri consumatori, uomini e donne indistintamente, le attribuiscono un punteggio reputazionale di 78,2 contro una media europea di circa 65,5 e, nel percepito collettivo, la collocano nella fascia dei prodotti considerati più avanzati, come quelli tecnologici e di lusso.

BIRRA: CONSUMI E PRODUZIONE IN CONTROTENDENZA POSITIVA
All’aumento della richiesta, il mercato nazionale risponde con un incremento dell’offerta: la crescita della produzione di birra in Italia batte dal 2010 quella dei beni di consumo e dal 2013 accelera con decisione. E il trend trova conferme anche in questo inizio 2017: a gennaio l’indice della produzione di birra è aumentato di 3,5 punti rispetto allo stesso mese del 2016, a fronte del calo generalizzato della produzione industriale del 2,3%, il più elevato d’Europa, che segna +0,9% (Figura 3).

Anche i confronti internazionali sono incoraggianti: nel periodo 2010-2015, per quanto riguarda la produzione di birra, l’Italia ha viaggiato a velocità superiore rispetto alle altre nazioni facendo registrare una crescita pari al 9,4%, seguita a distanza dalla Spagna (+4,7%). Regno Unito, Olanda e Germania, dove tra l’altro esiste una tradizione birraria storicamente molto ben radicata, manifestano invece una contrazione più o meno marcata.
Questo forte incremento nostrano di produzione e di consumo di birra deve comunque essere inquadrato all’interno di un mercato ridotto rispetto a quello dei maggiori Paesi. Occorre infatti considerare con negli scenari europei noi siamo soltanto decimi in termini assoluti di produzione di birra e che i nostri consumi pro-capite sono tra i più bassi, assieme a quelli dei ‘cugini’ francesi.

BIRRA: CONTRIBUTO ALLO SVILUPPO, ALL’OCCUPAZIONEE ALL’IMPRENDITORIALITÀ
I numeri del settore birarrio in Italia sono interessanti da più punti di vista: nel 2016 i maggiori produttori hanno complessivamente generato un giro d’affari stimabile in circa 2 miliardi di euro (stima su dati Istat), con una crescita del 21% nell’ultimo decennio.
Il comparto si presenta con una solida struttura industriale, con le prime 10 aziende per fatturato che, da sole, coprono circa l’86% del volume d’affari. Nel 2015 questi player hanno prodotto 370 milioni di euro di valore aggiunto (+3,3% versus 2014), impiegando direttamente 2.387 unità, ovvero il 44,6% dei dipendenti dell’intero settore.
Il buon periodo che il mercato della birra sta attraversando non coinvolge solo i big del mercato ma stimola contestualmente la nascita anche di una nuova imprenditorialità giovanile: i microbirrifici sono arrivati a +500 unità nel 2015, con una crescita dell’84% rispetto al 2010 (fonte: Assobirra), per un totale di 716 comprendendo anche i brewpub (fonte: Unionbirrai). L’andamento positivo delle imprese, grandi e piccole, industriali e artigianali, ha creato nuove opportunità di lavoro. Nel periodo 2010-2015, ovvero mentre l’occupazione in Italia calava complessivamente dello 0,3% (dati Istat), l’industria birraria italiana ha incrementato il numero di dipendenti diretti del 34% (Figura 4).

L’IMPORT: IL PRINCIPALE COMPETITOR
Importazioni/esportazioni: la chiave di lettura è duplice. Un indicatore sicuramente positivo è il dato che segnala come nell’ultimo decennio le esportazioni italiane di birra hanno palesato un trend di forte crescita. Davvero notevole la performance del 2015 con quasi 2,3 milioni di ettolitri made in Italy esportati (+14% sul 2014).
Questo dato va però valutato in un quadro complessivo che vede la bilancia degli scambi commerciali pendere ancora sul piatto delle importazioni. Ben il 37,3% dei consumi italiani del 2015 è infatti da ricollegarsi a birra prodotta all’estero, valore molto superiore (fonte: Brewers of Europe) rispetto a nazioni come la Germania (7,6%), la Spagna (12,4%), Paesi Bassi (14,3%), Regno Unito (20,6%), Francia (34,7%).
Quella che arriva dall’estero è spesso birra di qualità magari non eccelsa ma molto concorenziale dal punto di vista del suo prezzo finale.
Conti alla mano, in Italia si importano, in termini assoluti, quasi 7 milioni di ettolitri di birra, ovvero oltre un triplo dei quantuitativi esportati.

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