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L’estate è sempre un periodo speciale che ci porta a considerare il mondo con la gioia delle belle giornate, la spensieratezza di qualche momento di svago e riposo e la possibilità di godere di nuovi panorami ed orizzonti, anche se solo per qualche giorno. Il valore più forte del periodo estivo è quello di una maggiore convivialità, del ritrovare momenti passati serenamente in famiglia, con gli amici, con le persone a noi care. E sappiamo bene tutti che questi momenti di unione culminano sempre con la condivisione di buon cibo e ovviamente di ottime birre, perché nulla è più adatto alla convivialità di una birra fresca, vero simbolo dello star bene in compagnia.

Dunque, partiamo per questo viaggio sotto il sole estivo per gustare i grandi classici della cucina italiana, abbinati per contrasto e concordanza a birre tutte da scoprire. Come abbiamo scoperto ed approfondito nella scorsa newsletter, si abbina per contrasto, quando si cerca di opporre a determinate sensazioni gastronomiche, altrettante sensazioni birrarie diverse e differenti. Si abbina per concordanza quando, invece, a gusti di una determinata categoria abbiniamo sapori di birre con la medesima tendenza.

Un grande classico estivo è la grigliata di carni e verdure miste. Che sia in spiaggia, in giardino, sulle sponde di un lago o in un prato di montagna, la griglia che sfrigola e cuoce con profumi invitanti è un vero must della buona compagnia. Gustose costine con una perfetta “reazione di Maillard” si abbinano per concordanza ad una IPA con la sua aromaticità e quella nota amara che segue il sapore del piatto. Perfetta la Birra Moretti IPA, la prima Italian Pale Ale. Caratteristica interessante è la sua luppolatura a freddo, che esalta le proprietà aromatiche ed esclude la parte amaricante per mantenere i profumi del luppolo.

“Luppolata a freddo” descrive una metodologia dietro alla quale si nasconde una storia di intuizione e logistica che risale al 1700. In passato, i birrai inglesi gettavano fiori di luppolo direttamente nelle botti pronte a partire per i lunghi viaggi in nave. L’obiettivo era sfruttare il potere antisettico della pianta per conservare il prodotto. Durante la navigazione, tuttavia, avvenne qualcosa di inaspettato: senza il calore della bollitura, il luppolo non rilasciava amaro, ma regalava alla birra profumi incredibili di frutta e resina. Oggi quella tecnica di conservazione è diventata una vera e propria arte scientifica, grazie alla quale i birrai riescono a valorizzare al massimo le sfumature aromatiche dei luppoli, regalandoci prodotti unici e complessi.

Se preferiamo un abbinamento per contrasto stappiamo una “Blanche de Bruxelles”
Prodotta a Quenast dalla Brasserie Lefebvre, si avvale della tradizionale cura artigianale dei mastri birrai del Brabant – patria per eccellenza delle birre bianche – tramandata gelosamente di padre in figlio. Un sorso fresco e piacevole dal leggero aroma agrodolce e con una punta agrumata.
Ben ci sta anche una “Blanche de Silly” Brasserie belga ancora condotta a livello familiare. Una birra dal sentore di spezie e agrumi.

Per chi ama l’estate tra le cime alpine o dolomitiche, dopo una bella camminata, cosa c’è di meglio di un tagliere di formaggi e salumi locali? La sensazione di saporito, di “Umami” di questi straordinari prodotti, ben si sposa per contrasto con una birra dai sentori morbidi e rotondi: la “Chouffe Golden Ale”. Ottime sensazioni da questa strong ale i cui profumi di gran fascino lasciano comunque spazio alla sua soffice complessità. Ottime anche le note di caramello e mandorla, insieme al gusto deciso della “Bulldog Strong Ale”, bel corpo, potenza e morbidezza. Terza opzione con la celebre “Guinness”, la Stout dalla inconfondibile morbida schiuma e dal sentore unico, dove domina iltostato insieme a note di caffè e cacao.

Dai monti scendiamo al mare per un appuntamento che l’Italia porta nel cuore, il pranzo in spiaggia con i piatti cucinati, in bonaria e affettuosa concorrenza da mamme, nonne e zie. Regina del tavolo la pasta al forno con le polpette, quasi un inno alla cucina italiana. Per un ottimo abbinamento per concordanza scegliamo birre che richiamano la struttura del piatto con la dolcezza del pomodoro e il sapore un poco grasso della carne macinata. Le birre di abbazia sono senz’altro le più indicate, meglio se rosse o ambrate. “Abbaye de Forest Brune” una birra belga che nasce dall’unione dei luppoli nobili con l’acqua della Barchessa, con schiuma bianca e cremosa, corpo ricco, con un intrigante tocco amaricante. Basta un sorso e il caldo estivo pare dileguarsi. Dall’antico monastero italiano di San Biagio, giunge la “Accademia di San Biagio Monasta” una ambrata di abbazia di sette gradi, intensa e profumata e una piacevole morbida struttura con note di miele e spezie. Anche qui una terza, straordinaria opzione, La “Chimay Dorée”, prodotta nel cuore dell’abbazia di Scourmont. Da sempre riservata alla comunità monastica, è stata resa disponibile all’esterno solo dal 2013, in quantità limitata. Molto ben bilanciata e di ottima declinazione gustativa, invita subito al secondo sorso.
Per chi in spiaggia preferisce restare davvero leggero, ma senza privarsi del gusto, suggeriamo una Heineken 00. Medesima alta qualità della “sorella” tradizionale, ma zero alcol, alcol che viene rimosso delicatamente alla fine del processo. Sapore fruttato, delicate note di malto e, per chi ha questo compito, la tranquillità di ripotare la famiglia a casa guidando in perfette condizioni di sicurezza.

Non può mancare, per concludere questa carrellata estiva gastronomico-birraria un piatto che per profumi e sapori è un simbolo del nostro meraviglioso Sud: la “Caprese”, pomodoro campano, mozzarella di bufala di Paestum, basilico e un grande olio.
Nata a Capri, è l’essenza della semplicità e, al medesimo tempo, la sublimazione delle eccellenze mediterranee, con le foglie di basilico a profumare l’intera tavola.
Abbiniamo per concordanza scegliendo una storica Pils tedesca, quella del birrificio Schmucker. La curiosità storica è che il birrificio fece proprio, fin dalla sua nascita nel 1780, il diktat di Guglielmo IV Duca di Baviera, ovvero produrre birra esclusivamente con orzo, acqua e luppolo, detto in seguito “Editto di purezza”. Ancora oggi Schmucker applica quelle regole in chiave moderna, limitando gli ingredienti ai soli cereali ed escludendo le spezie. A bassa fermentazione e dal corpo leggero, è una birra molto pregiata, caratterizzata dall’utilizzo esclusivo di malto di tipo Pilsner e luppolo aromatico selezionato nella regione della Germania del sud. La vostra Caprese sarà molto elegante negli abiti storici del Duca di Baviera.  Bene anche la “Paulaner Premium Pils”, con i suoi sentori erbacei classici dello stile e dal sapore pulito, con una nota intensa, data dal pregiato luppolo Hallertau bavarese. Oppure la Ceca “Krusovice Imperial”, complessa, ma ben bilanciata e rinfrescante.

Se alla nostra caprese vogliamo far seguire un sorso in contrasto, scegliamo una IPA o meglio ancora una Blanche che, con spezie e agrumi si differenzia con vigore dalla morbida grassezza della mozzarella. La “Chouffe Blanche” birra belga leggermente torbida, con un aroma fresco e speziato, può fare al caso nostro. Note di agrumi e spezie come coriandolo e cumino. In alternativa ecco la “Endinger Hefe Weizen” prodotta dall’omonima brasserie tedesca secondo il disciplinare emanato in baviera nel 1516 per la difesa della genuinità della birra. Tipica weizen dal gusto chiaro e frizzante, aroma intenso e dissetante. Buona notizia: sempre per chi deve riportarci a casa guidando l’auto, la stessa birra viene prodotta anche in versione analcolica: medesima resa, nessun limite.

È tempo di augurare a voi, care lettrici e cari lettori, un’estate fantastica, dove la morbida parte di schiuma sia sempre seguita da un sorso di grande soddisfazione.

Arrivederci a settembre