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Il fascino delle birre d’abbazia rimanda a secoli orsono, in pieno medioevo. Il pensiero va subito alle atmosfere che emanano luoghi come i monasteri e i complessi religiosi con porte che si aprono a rivelare chiostri di grandissima bellezza, giardini curati e opere d’arte. Agli occhi appaiono subito architetture austere, immutabili e pare di sentire i cori monacali e il profumo delle candele accese. Ed è proprio in luoghi come questi che nasce, secondo le testimonianze storiche, la prima birra d’abbazia al mondo, prodotta all’interno di un monastero. Secondo alcune fonti storiche è il nostro Paese ad avere questo primato, tra il 629 e il 643 d.c. infatti si produceva birra, nell’Abbazia di Montecassino in Lazio.
La produzione interrotta nel corso del tempo è stata recentemente riavviata e valorizzata nei terreni storici dell’abbazia dall’azienda Albaneta – Tenuta di Montecassino.
Da provare è “Alba”, una Blonde Ale dalle note speziate e floreali e un corpo maltato tutto da scoprire.

Si trova invece in Germania, in Baviera, il birrificio monastico attivo più antico del mondo, Weltenburger Klosterbrauerei, all’interno dell’abbazia Weltenburg, adagiata sulla sponda del Danubio. La produzione condotta dai monaci inizia intorno al 1050 d.c. E ad oggi è ancora così, con i benedettini che si tramandano le ricette di ben nove tipologie di birra. Si va dalla Anno 1050, una Marzen di bel corpo, morbida, di carattere e dal colore ambrato, alla Asam Bock forte e scura, fino alla celebre Weltenburger Barock Dunkel, il fiore all’occhiello del birrificio, pluripremiata e prodotta con l’acqua sorgiva locale.

Un altro Paese dove la tradizione delle birre d’abbazia, ad alta fermentazione, è profondamente storica e radicata fin dal medioevo, è il Belgio.  Una delle realtà più antiche è quella dell’Abbazia di Affligem, fondata nel 1074 d.c. nel Brabante fiammingo, ad una ventina di chilometri a Nord Ovest della capitale Bruxelles. Affligem ha una storia davvero particolare, venne infatti fondata da sei cavalieri eremiti che scelsero di abbandonare le armi, per abbracciare la regola benedettina. Una volta stabilitisi nel monastero, i monaci iniziarono a dedicarsi all’agricoltura e alla produzione di beni di sussistenza, tra i quali la birra, la cui produzione documentata cominciò ufficialmente dopo il 1084 e furono loro ad affinare e codificare le regole di produzione. Inoltre nel Medioevo la birra era fondamentale come fonte e la bollitura dell’acqua durante il processo di fermentazione la rendeva un’alternativa igienica e sicura rispetto alle fonti idriche contaminate da epidemie.

Una storia che prosegue ai giorni nostri. Oggi Affligem è una delle 22 birre belghe formalmente riconosciute con il marchio di Birra d’Abbazia Certificata, e continua a essere prodotta mantenendo l’iconico metodo della rifermentazione in bottiglia, lo stesso che ne definisce il gusto ricco e la caratteristica complessità aromatica.
La “Blonde” ė una birra corposa e di bella eleganza, dalla schiuma compatta, dagli aromi speziati e fruttati e dal gusto decisamente armonioso, un’ottima scelta per entrare nel mondo di queste tipologie di birra. Ottimi gli abbinamenti con formaggi freschi e morbidi che ritrovano nel corpo della birra un affascinante equilibrio. Perfetta anche con carni bianche alla griglia o un tradizionale “fritto di pesce di paranza”.
La “Rouge” presenta una morbida e avvolgente struttura, sentori di spezie dolci e una bevibilità che soddisfa il palato con grande equilibro. Si sposa perfettamente con un gustoso arrosto, un tagliere di salumi o uno “smashburger” con cipolle caramellate.

Sempre in Belgio due suggerimenti di grande tradizione: la Chimay, celebre per per il suo lievito esclusivo isolato nel dopoguerra e rimasto da oltre 70 anni.
Questa abbazia garantisce il valore dell’etica lungo tutta la filiera produttiva del rispetto d’un valore essenziale: l’etica, nel rispetto degli ingredienti al 100% naturali e protetti. Da notare che la maggior parte dei ricavi derivanti dalla vendita è utilizzata per servizi di utilità sociale.
Tra le diverse tipologie, ecco la “Chimay Bleue” dal colore bruno scuro, dai sentori tostati, intensi, quasi di frutta sotto spirito. Un sorso che diventa esperienza e lascia un profondo ricordo al palato, da provare con il cioccolato.
Dalle caratteristiche altrettanto uniche la “Chimay Triple” la cui ricetta è rimasta quella del suo creatore: Padre Theodore che la realizzò grazie ad una saggia combinazione tra luppolo fresco e lievito per donare un sorso dai tocchi fruttati di mela matura. Per preservare tutte le loro qualità gustative, la Chimay Triple non viene né filtrata né pastorizzata. La tensione e la morbidezza del suo sapore, si sposano perfettamente con i formaggi di media stagionatura e con la selvaggina.

L’Abbaye de Forest fu gestita per molti secoli dalle badesse benedettine il cui rispetto della tradizione è, ancora oggi, aspetto fondante della produzione.
La “Blonde” rispecchia appieno lo stile di abbazia con il suo gusto pieno, leggermente fruttato con una piacevole nota amaricante.

Ancora cenni storici improntati, intorno al IX secolo, quando Carlo Magno diede un ulteriore impulso alla produzione decretando che la produzione di birra venisse centralizzata e gestita proprio all’interno delle abbazie, dove i monaci potevano applicare un approccio scientifico e rigoroso alla selezione delle materie prime, a partire dal luppolo come conservante e aromatizzante naturale, rivoluzionando la birra moderna.
Tra le birre di abbazia olandesi, vale la pena stappare una “Trappe” celebre linea prodotta nel monastero cistercense dell’Abbazia di Nostra Signora di Koningshoeven: ben sei tipologie di grande fascino. Dalla “Trappe Dubbel”. Una birra scura, che ricorda il colore del mogano e con profondi riflessi ambrati, bella già alla vista e decisamente buona con note calde di malto e caramello, alla “Trappe Witte Trappist”, la sola Blanche al mondo prodotta sotto il controllo e all’interno di un’abbazia trappista, non filtrata e molto rinfrescante, ottima la beva anche come aperitivo, fino alla “Trappe Nillis” di recente introduzione sul mercato, prima birra trappista analcolica (0,0%), che permette di gustare la grande tradizione e proseguire alla guida verso la prossima abbazia, in totale sicurezza.
Oggi è inoltre fondamentale distinguere tra le birre d’abbazia e le birre trappiste. Queste ultime sono protette dal marchio “Authentic Trappist Product” (ATP) che ne garantisce la produzione secondo le regole monastiche. Le prime sono parte di una categoria con regole meno restrittive sia per definizione che per luogo di produzione.

Si pensi che in Inghilterra esiste un solo birrificio trappista ufficiale che produce l’unica autentica birra d’abbazia inglese: il birrificio Mount St. Bernard, nel Leicestershire, dove nel 2018 i monaci cistercensi hanno iniziato la produzione per sostenere l’abbazia.
Due tipologie: una birra scura e corposa, di bella complessità, robusta come le strong ale britanniche chiamata “Tynt Meadow English Trappist Ale” e la “Tynt Meadow Blond” dal tratto più fresco e accessibile, senza rinunciare ad una certa struttura aromatica.

Terminiamo questo affascinante viaggio tra abbazie, monasteri e birre dai caratteri unici con una triplice tappa tutta italiana.

L’Antico Monastero di San Biagio è uno dei luoghi di produzione di birre artigianali italiane più suggestivi. La “Aurum” birra, dai profumi intensi e ricchi, al sorso presenta una moderata frizzantezza, tipica dello stile. La “Giubilo” artigianale e la “Monasta” dal corpo ben strutturato, come il panorama olfattivo ricco e complesso con note pungenti e vegetali di alloro accanto alle note più morbide e vellutate del sorso.

Da Nocera Umbra, al Lazio con “Abbazia delle Tre Fontane” sita nella capitale, unico birrificio trappista a meritare il marchio ATP. Caratteristico della loro “Triple” l’utilizzo dell’Eucalipto, coltivato dai monaci sin dal 1873, che dona la tipica nota balsamica.
Nella “Tertia” , una Golden Ale dal facile sorso, la ricetta prevede l’aggiunta di foglie di ulivo che danno una nota aromatica davvero originale.

Nel cuore del Parco Agricolo Sud Milano, si trova il Monastero della Cascinazza, dove i monaci benedettini producono birre di ispirazione belga ad alta fermentazione.
Anche in questo caso i ricavi vanno a sostenere la vita del complesso religioso.
La scelta offre una Belgian Amber Ale ambrata con riflessi aranciati e note di miele, una bionda dorata Belgian Blond Ale, di bella nota maltata e la Bruin scura e corposa, una Belgian Strong Dark Ale con sentori di frutta matura.

Dal medioevo ad oggi cambiano i consumi e si evolvono i gusti, ma restano i valori di rispetto che la regola monastica ci tramanda.