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Può un semplice premio culinario essere indice di un cambiamento della cultura birraria in Italia? A giudicare dalla qualità crescente dei piatti che abbiamo assaggiato negli ultimi 8 anni, possiamo dire decisamente di sì.

Uso il plurale perché non sono solo io a dirlo, ma lo possono confermare anche i membri della giuria del Premio Birra Moretti Grand Cru che hanno partecipato a molte edizioni, come il Presidente Claudio Sadler, Andrea Berton, Marco Reitano o Viviana Varese, che insieme ad altri famosi chef e sommelier dei più rinomati ristoranti stellati italiani hanno giudicato, nel corso delle 8 edizioni di questa competizione, le oltre 1400 ricette proposte dai 1172 giovani chef under 35 italiani.

Nelle prime edizioni solo alcuni dei piatti che arrivavano in finale erano perfetti, altri avevano errori, erano mal concepiti o poco equilibrati. Poi nel tempo il livello medio è cresciuto di molto, e nelle ultime 2 edizioni tutti i finalisti hanno proposto ed eseguito piatti eccellenti.

I sei finalisti dell’ottava edizione del Premio hanno tutti presentato proposte di altissima qualità, nelle quali la birra ha recitato splendidamente il ruolo di protagonista insieme ai piatti della nostra tradizione gastronomica. E le loro proposte hanno tutte incontrato il pieno gradimento, e dunque i voti altissimi, della giuria.

Quindi, a giudicare dalla grande crescita della capacità dei giovani chef italiani di usare la birra in ricettazione e in abbinamento, possiamo dire che l’Italia dell’alta cucina di oggi e di domani ha adottato la birra come fonte di creatività, come sfida e come elemento di successo.

Come fonte di creatività perché la birra in cucina aggiunge senza togliere niente. Come sfida perché cucinare (bene) usando la birra come ingrediente è difficile, molto difficile. Come elemento di successo perché chi ha vinto il Premio Birra Moretti Grand Cru ha beneficiato di visibilità, e non solo per essere stato esposto ad una giuria pluristellata. Chiedete ai primi tre vincitori delle passate edizioni – Giuliano Baldessari, Luigi Salomone e Christian Milone – che hanno successivamente ottenuto la loro prima stella Michelin.

Il Premio Birra Moretti Grand Cru si è dimostrato una piattaforma capace di scoprire talenti emergenti, e la birra si integra nelle scelte delle prossime stelle della cucina italiana di autore.

Il talento dei giovani chef italiani ha consentito di raggiungere gli obiettivi che hanno fatto nascere il progetto di FBM: promuovere la diffusione nel nostro Paese della cultura della birra a tavola; contribuire concretamente alla crescita professionale di giovani meritevoli, che muovono i primi passi in un settore tanto affascinante quanto competitivo.

Buona lettura e buona birra a tutti.

 

Alfredo Pratolongo
Presidente Fondazione Birra Moretti