Gli Stati Uniti: le grandi città, i grattacieli di New York, la neve in Central Park, l’Arizona, il Grand Canyon, Miami Beach, le praterie del Texas. E poi Harvard, la Grand Central Station, il ponte di Brooklyn e il Golden Gate, Hollywood e Cape Canaveral, i Lakers e gli Yankee. Il novero dei mitici simboli americani, che a noi tutti pare conoscere da sempre, è davvero quasi illimitato.
E ogni luogo, edificio o situazione sono familiari al mondo intero, grazie alla forza comunicativa del cinema e delle serie televisive. Se pensiamo bene, in ciascuno di questi momenti cinematografici e di vita, c’è un cibo da qualche parte: il food non manca mai, dalla rappresentazione iconica di Hamburger, hot dog, bagel, pastrami al domenicale barbecue, tradizione intoccabile di ogni famiglia americana.
Il nostro viaggio di oggi è un “Coast to Coast” nei sapori a stelle e strisce per scoprire le diverse influenze gastronomiche di altre culture e assaggiare insieme i piatti tipici americani. Il tutto come ci piace fare, abbinato ad ottime birre, perfette per completare l’emozione della tavola.
Sbarchiamo a New York City e ci dedichiamo a tre icone della sua cucina.
Prima tappa: un perfetto “Hot Dog” dal tipico carretto. Il panino fu inventato, a seconda delle teorie, da un gelataio dello stadio dove giocavano i Giants come specialità invernale o in Germania poco dopo la metà dell’800. Fatto sta che nel 1871 a Coney Island, fu proprio un tedesco ad aprire il primo chiosco di “Hot Dog” e da allora il panino con il würstel accompagna gli americani.
In abbinamento due ottime birre, in bottiglia ed in lattina, comode con lo street food.
Una “Moretti la Rossa” in bottiglia, con il suo colore brunito, il gusto morbido e rotondo si accompagna benissimo. Anche una lattina di “Beavertown lupuloid”, birra inglese dal forte carattere di luppolo e note agrumate, propone un bel contrasto gustativo.
Seconda Tappa: la Grand Central Station. Fu l’uomo d’affari Cornelius Vanderbilt a farla erigere nel 1869 per la New York Central Railroad, scegliendone la maestosa architettura, con 44 banchine e 67 binari. Rappresenta un simbolo caro ad ogni newyorkese. Al suo interno numerose soluzioni per rifocillarsi, tra queste il più locale più antico è “Oyster Bar & Restaurant” aperto nel 1913. Trenta varietà di ostriche ed altri piatti di mare, per una vera esperienza nel cuore della “Grande Mela”. Una Blanche è la birra giusta per i frutti di mare, come la “Ganter Hefeweizen”, dello storico birrificio artigianale Ganter di Friburgo in Germania. Gusto fresco e fruttato e schiuma compatta. Oppure per stemperare la sapidità delle ostriche, scegliamo la francese “Fisher Blonde”, tipica lager della tradizione brassicola d’oltralpe. Colore dorato, note di malto e la freschezza della frutta, mela in particolare.
Il “Pastrami on Rye” venne diffuso a New York dagli immigrati ebrei del centro Europa e creato per la prima volta nel 1888 da Sussman Volk, originario della Lituania.
Ancora oggi è una vera specialità in tutte le gastronomie della città. Si tratta di un panino di segale morbido, con fette sottili di manzo, senape e sottaceti creato per la prima volta nel 1888 da Sussman Volk, un immigrato lituano. Con l’aggiunta di senape piccante, è una specialità dal gusto deciso che merita accanto un bicchiere di birra aromatica e intensa. Ecco la “Silly Scotch Ale”. Una belga scura che affascina per il colore intenso e il gusto ricco tra sentori di frutta secca, spezie dolci e caramello. Sempre dal Belgio anche la “Affligem Rouge” birra di abbazia, di carrettere inconfondibile e deciso, per rendere succulento il vostro Pastrami.
Il nostro viaggio americano prosegue con due specialità tipiche di due luoghi altrettanto imperdibili: i crostacei del Maine, tra i quali Astice Blu, gambero e granchio, che vivono particolarmente bene nelle fredde acque dell’Atlantico e la cucina di cultura creola della Louisiana con il “Gumbo” un cremoso stufato di pesce.
Sulla costa Est, tra piccoli villaggi adagiati sulle coste rocciose come Camden o il faro di Cape Elisabeth e insenature di grande bellezza, gustare l’astice rappresenta un “not to be missed” ovvero un’esperienza imperdibile. Cotto a vapore o alla griglia, viene servito con burro fuso e sale, davvero eccellente. È divenuto anche “street food” nella versione “Lobster Roll” un panino semplice e gustoso. E qui sulla riva dell’oceano è giunto il momento di spillare una birra “Made in USA”, ovvero la “Founders”, birrificio nato in Michigan, dal sogno di due giovani appassionati che hanno creato birre, come dichiarano loro stessi “ Per gli amanti della birra”. La “Founders all Day IPA” presenta intense note profumate di agrumi, fiori e miele. Ottimo bilanciamento e finale pulito esaltare la pienezza del boccone di astice.
New Orleans e le sue atmosfere, la storia della Louisiana, dal romantico “Via col Vento” ai ritmi jazz del locale cittadini. La cucina creola è sinonimo di spezie, sughi, intingoli agro dolci e simbolo di quel mix di culture sul quale gli Stati Uniti sono fondati. Un esempio tipico è il “Gumbo”, uno stufato di pesce con chele di granchio, gamberetti, spezie come chiodi di garofano e timo, alloro e un pizzico di farina per renderla più densa. Non mancano il pomodoro e qualche peperone accompagnato da riso bianco. Ne esiste anche una versione di terra con il pollo come carne protagonista. Abbiniamo con gioia una IPA (indian pale ale) fresca e di carattere fermo e diritto, dal sapore intenso e leggermente balsamico con un tocco di agrume. La “Lagunitas” è vero piacere. A scelta anche l’abbinamento di un grande classico come la “Guinness” nella sua versione “West Indies Porter”, la birra dei “Pirati dei Caraibi”. Il luppolo e l’importante gradazione rendono il sorso complesso e saporito.
Prima che il nostro viaggio abbia termine dedichiamo la nostra attenzione a momento caro ad ogni famiglia americana e ad ogni abitante degli States. Signore e signori, ecco a voi l’”American Barbecue”, grande tradizione culinaria degli Stati Uniti, in particolare nel sud.
Le caratteristiche sono differenti da Stato a Stato e quelli dove la griglia è regina, formano la cosiddetta “barbecue belt” ovvero cintura del barbecue. Sono il Nuovo Messico, il Texas, la Georgia, la Carolina del nord e del sud e il Tennesse. La brace viene realizzata con legni aromatici come il mesquite o l’hickory, che conferiranno ancora più sapore ai teneri e succosi tagli di carne già marinati, grazie a cotture lentissime anche di un giorno intero. Nel Kansas City Barbecue è protagonista la lentissima affumicatura. Maiale, punte di pancetta o pork belly burnt ends, dei cubetti di circa tre centimetri di spessore dal sapore irresistibile, sono tra le delicatezze più gustose. Ancora maiale, con le classiche costine (ribs) nella grigliata di Memphis.
In Texas, largo al manzo, con la punta di petto (brisket), le monumentali bistecche e il glorioso “Tomahawk” che ricorda con il suo osso la forma dell’ascia di guerra dei nativi americani.
Il Barbecue è festa, tradizione, convivialità, nel nome della compagnia e dell’amicizia, dove “the king of the barbecue” è il titolo cui ognuno aspira.
Con tale abbondanza anche la scelta di birre deve essere adeguata. Pertanto: “Duvel 666” una Strong Lager belga, morbida e fruttata. “Moretti IPA” la prima Italian Pale Ale, profumata, equilibrata e aromatica, fresca e “affilata”. “Lindemans Kriek” dall’originale sapore di ciliegia e leggermente alcolica. E per chi guida l’auto e riporta tutti a casa, ecco pronta a zero alcool, “Heineken 00”, note fruttate, corpo morbido e gusto perfettamente equilibrato.
Buon viaggio e “God Bless America”.
