Più reddito, più posti di lavoro, più ricchezza per la filiera italiana della birra e per tutta l’economia nazionale. Questo, in sintesi, il quadro molto positivo che emerge dalla terza edizione della ricerca Osservatorio Birra-Althesys La creazione di valore condiviso del settore della birra in Italia. Vediamo nel dettaglio i dati principali.

IN TRE ANNI UN MILIARDO IN PIÙ DI VALORE CONDIVISO

Dal 2015 al 2018 il contributo della filiera della birra in Italia alla crescita della ricchezza e al benessere del nostro Paese – il cosiddetto valore condiviso – è aumentato di oltre 1 miliardo di euro (+17%) passando da 7.834 milioni a 9.169 milioni di euro.

Se, per assurdo, in Italia scomparisse per un anno tutto ciò che contribuisce alla produzione, distribuzione e consumo della birra, si creerebbe un “vuoto” di ricchezza generata – per gli agricoltori che coltivano l’orzo, per chi produce il pack e le bottiglie, per chi lavora negli impianti produttivi, per chi la trasporta, immagazzina e vende, dai bar ai ristoranti, ai supermercati – pari allo 0,52% del PIL nazionale.

Nel valore condiviso rientrano anche le tasse che, a vario titolo, il settore versa allo Stato. Ebbene, il contributo della filiera italiana della birra alle entrate del fisco è salito in 3 anni da 3,6 miliardi a 4,3 miliardi di euro (+19,4%), pari a quasi l’1% (0,93%, per la precisione) delle entrate fiscali complessive. Le accise, in particolare, sono passate da 609 milioni a 711 milioni di euro (+16,7%).

UNA RICCHEZZA PER TUTTA LA FILIERA

La birra non porta ricchezza solo a chi la produce. Anzi, della sua crescita beneficiano soprattutto le fasi a valle e a monte della filiera. A seguire, in ordine decrescente, il valore condiviso generato da ogni fase:

  • 051,1 mln € Distribuzione e vendita
  • 632,0 mln € Produzione di birra
  • 423,6 mln € Fornitura di materie prime
  • 62,6   mln € Logistica

Come si vede, la Distribuzione e vendita di birra fa la parte del leone: rappresenta oltre i tre quarti (76,9%) del valore condiviso dell’intera filiera e più del quadruplo di quello derivante dalla Produzione. In tale contesto sia l’Ho.Re.Ca. sia l’Off-Trade registrano crescite significative rispetto a tre anni prima: il primo totalizza 5.704,1 milioni di euro (+17,4%), il secondo 1.347 milioni (+13,1%).

Questi numeri confermano come nel nostro Paese la convivialità e la socialità siano fattori alla base del piacere di consumare birra: “Prendiamo una birra insieme” si è ormai affiancato al tradizionale “ne parliamo davanti a un caffè”, quale parte dello stile di vita italiano.

Tra le altre fasi della filiera, da segnalare il notevole balzo in avanti compiuto dalla Fornitura di materie prime: +56% rispetto ai 273,3 milioni del 2015.

UNA GRANDE AZIENDA CHE DÀ SEMPRE PIÙ REDDITO E OCCUPAZIONE

Infine, dalla ricerca di Osservatorio Birra la filiera della birra in Italia emerge come una grande azienda che distribuisce salari lordi per oltre 2,5 miliardi di euro (2.525 milioni, per l’esattezza) e dà una fonte di reddito a quasi 100 mila famiglie.

I dipendenti sono 92.190, distribuiti proporzionalmente lungo la filiera, e in significativo aumento (fatto ancora più importante in tempi di gravi crisi occupazionali): ben 4.500 posti di lavoro in più in tre anni. Nel 2018, per ogni addetto alla produzione della birra, il settore ha generato 29,3 occupati a livello di filiera.

Non c’è bisogno di commenti: mai come stavolta i numeri parlano da soli.

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