Come ogni tipo di cibo e bevanda, la birra deve essere consumata entro la data di scadenza, indicata su fusti, bottiglie e lattine. Inoltre, dettaglio non trascurabile, deve essere difesa da nemici quali l’aria e la luce, quindi una volta aperta deve essere consumata in breve tempo. La luce è infatti uno degli acerrimi nemici della birra ed è la responsabile del cosidetto “gusto luce” o “skunky beer”. Si forma una sostanza che contiene zolfo, molto simile al secreto della puzzola che, non a caso, viene definito come “skunk” (puzzola in inglese). Ed è proprio per questo che la maggior parte delle bottiglie viene venduta in bottiglie scure. Questo difetto infatti può svilupparsi anche solo dopo poche ore di esposizione alla luce artificiale negli scaffali di un supermercato o nelle vetrine frigo di pub e ristoranti.
Per quanto concerne i fusti, la loro durata media è di sei mesi, fatta eccezione per quelli di birra non pastorizzata e di brevissima durata (circa un paio di settimane). Una volta aperto, ogni fusto deve essere consumato nell’arco di due o tre giorni. La regola vuole che la birra sia conservata al buio e al fresco. Nel frigorifero è bene che le birre stile Lager siano posizionate in basso mentre quelle di alta fermentazione siano poste in alto. Per quelle di bassa fermentazione, se la bottiglia è sigillata bene, possono essere posizionate diritte o sdraiate, invece per quelle di alta fermentazione, rifermentate o in presenza di lieviti, le cose cambiano. Per evitare che il lievito si depositi sulla parete della bottiglia è bene tenerle in posizione verticale, in modo che il lievito si depositi sul fondo. Questo ci permetterà la corretta gestione durante il servizio.