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ANCHE CON CONSUMI IN CALO, LA BIRRA GENERA OLTRE 10,5 MILIARDI DI EURO DI VALORE CONDIVISO PER L’ITALIA

  • 10,6 miliardi di euro: il valore generato dalla birra per l’Italia nel 2023.
  • 477 addetti: una filiera che continua a sostenere occupazione in tutto il Paese.
  • 4 miliardi di euro: il contributo fiscale complessivo assicurato dal settore.
  • 7,7 volte tanto: è l’effetto moltiplicatore della birra sull’economia italiana.
  • Fino a 4,3 miliardi di euro: il potenziale aggiuntivo stimato con una maggiore integrazione nazionale della filiera.

La birra continua a confermarsi un motore economico rilevante per il Paese. Nel 2023, il settore birrario italiano ha generato infatti oltre 10,5 miliardi di euro di valore condiviso, in crescita del 4% rispetto al 2022, nonostante un calo dei volumi consumati. Un dato che restituisce con chiarezza la capacità della filiera di produrre ricchezza, occupazione e gettito fiscale ben oltre il perimetro delle sole aziende produttrici.

È quanto emerge dall’8° rapporto “La creazione di valore condiviso del settore della birra in Italia”, realizzato da Althesys per Osservatorio Birra e,, studio che analizza l’impatto socio-economico del comparto considerando l’intera filiera, dalle materie prime alla produzione, dalla logistica alla distribuzione e vendita, includendo anche le ricadute dirette, indirette e indotte sul sistema Italia.

Una filiera che crea valore ben oltre la produzione

Nel 2023 il Valore Condiviso complessivo generato dal settore ha raggiunto 10,566 miliardi di euro. Di questi, 1,829 miliardi derivano direttamente dall’attività dei produttori di birra, 481,4 milioni dai fornitori, 106,7 milioni dalla logistica e ben 8,149 miliardi dalla distribuzione e dalla vendita. È un dato che mostra con evidenza come la birra non sia solo un prodotto industriale, ma un attivatore economico che produce effetti diffusi lungo tutta la catena del valore.

Il comparto ha inoltre generato 4,657 miliardi di euro di valore aggiunto, con ricadute particolarmente significative anche sul fronte fiscale. La contribuzione complessiva raggiunge infatti i 4 miliardi di euro, pari allo 0,7% del totale delle entrate fiscali 2023, di cui 689 milioni riconducibili alle accise. A questo si aggiungono 3,1 miliardi di salari lordi corrisposti lungo la filiera.

A confermare la forza moltiplicativa del settore è un altro dato particolarmente significativo: ogni euro di birra venduta in Italia dall’industria nazionale genera 7,7 euro sull’economia italiana.

Quasi 110.000 occupati e un ruolo centrale per HoReCa e distribuzione

L’industria birraria si conferma anche una filiera ad alta intensità occupazionale. Nel 2023 gli addetti complessivi lungo la catena del valore sono stati 109.477, pari a circa lo 0,42% degli occupati in Italia. È un livello che non solo recupera, ma supera i valori pre-Covid.

Il peso occupazionale si concentra soprattutto nella parte finale della filiera: 102.265 addetti operano infatti nella distribuzione e vendita, 3.577 presso i produttori, 2.740 nella logistica e 895 tra i fornitori. In termini di effetto leva, ogni addetto alla produzione corrisponde a 29,6 occupati lungo la filiera complessiva.

Un ruolo centrale continua a essere svolto dal canale on-trade, che resta quello in cui la birra crea il maggiore valore condiviso. Allo stesso tempo, l’off-trade si conferma il secondo grande ambito di generazione di valore, mentre aumentano anche il contributo dell’industria, dei servizi e della logistica. In altre parole, il settore continua a distribuire valore in modo capillare, sostenendo una rete ampia di attività economiche connesse.

Più valore anche con consumi in calo

Uno degli aspetti più interessanti emersi dal Rapporto riguarda il fatto che il 2023 abbia registrato una crescita del valore condiviso nonostante la contrazione dei consumi. Dopo il record del 2022, i volumi di birra consumati sono scesi del 5%, attestandosi a 17,4 milioni di ettolitri. Eppure, l’aumento dei prezzi lungo la catena del valore e la capacità delle imprese di continuare a redistribuire ricchezza hanno consentito al comparto di accrescere il valore generato per il sistema Paese.

Anche sul fronte del commercio estero emergono segnali rilevanti: nel 2023 le importazioni si sono attestate a 7,4 milioni di ettolitri e le esportazioni a 3,6 milioni, mentre il valore dell’export è diminuito meno dell’import rispetto all’anno precedente. Un equilibrio che conferma il ruolo strutturale della birra nel sistema agroindustriale e distributivo italiano.

Le potenzialità ancora aperte per il sistema Italia

Il Rapporto evidenzia anche un ulteriore elemento strategico: accanto al valore già generato, esiste ancora un significativo margine di crescita per il Paese. Secondo l’analisi, una maggiore integrazione nazionale della filiera potrebbe portare fino a 4,3 miliardi di euro aggiuntivi di valore condiviso per il sistema Italia.

Si tratta di un’indicazione importante, perché suggerisce che il settore birrario italiano non solo rappresenta già oggi una realtà economica consolidata, ma dispone ancora di un potenziale di sviluppo significativo, soprattutto in termini di rafforzamento della filiera nazionale e di inclusione di un numero crescente di imprese all’interno della catena del valore.

Il primo semestre 2024 segnala una frenata

Dopo la crescita registrata nel 2023, il primo semestre del 2024 mostra però alcuni segnali di rallentamento. Nei primi sei mesi dell’anno il valore condiviso generato dal settore è stato pari a 4,27 miliardi di euro, con una riduzione tendenziale dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2023. Alla base di questa flessione ci sono soprattutto la contrazione dei consumi nazionali e il maggiore peso della birra importata, la cui incidenza sui consumi è salita dal 36,6% al 41,3%.

Pur in presenza di questo rallentamento, il valore registrato nel primo semestre 2024 resta comunque superiore a quello osservato negli stessi periodi del 2020 e del 2021. Un elemento che conferma la solidità del comparto, ma che al tempo stesso richiama l’attenzione sulla necessità di sostenere lo sviluppo della filiera nazionale in una fase di mercato più complessa.

www.fondazionebirramoretti.it

La Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa, opera senza fine di lucro e ha lo scopo di migliorare la conoscenza della birra in Italia, diffondendone la cultura e abbinamenti gastronomici, coerenti con lo stile alimentare italiano e con un consumo di birra responsabile e moderato. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione. Porta avanti il suo lavoro con il contributo di operatori del settore, sommelier, ristoratori, chef e di quanti condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.

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